Il regolamento UE sull’ecodesign (ESPR, ovvero Ecodesign for Sustainable Products Regulation) rappresenta un importante passo avanti verso un’economia più sostenibile e circolare. Questa nuova normativa amplia la portata della direttiva sull’ecodesign per includere una gamma più ampia di prodotti, stabilendo standard uniformi di sostenibilità e circolarità in linea con gli obiettivi del Green Deal dell’UE. Con l’avvicinarsi della scadenza per la conformità, le imprese devono prepararsi a rispettare questi rigorosi requisiti.
Obiettivi chiave dell’ESPR
L’ESPR mira a raggiungere diversi obiettivi chiave:
- disaccoppiamento: ridurre la dipendenza della crescita economica dall’uso delle risorse naturali
- supporto agli obiettivi dell’UE: contribuire agli obiettivi dell’UE in materia di clima, ambiente ed energia
- riduzione degli impatti ambientali: minimizzare gli impatti ambientali dei prodotti
- promozione del consumo sostenibile: aumentare l’offerta e la domanda di beni sostenibili
- standardizzazione dell’ecodesign: stabilire requisiti coerenti di ecodesign in tutta l’UE
- riduzione delle dipendenze materiali: diminuire la dipendenza da materiali critici
- allungamento della vita utile dei prodotti: aumentare la durata, la riusabilità e la riparabilità dei prodotti
Come funzionerà l’ESPR
L’ESPR stabilisce requisiti mirati di sostenibilità e circolarità per tutte le imprese che vendono prodotti nel mercato UE. Questi requisiti riguarderanno vari aspetti della progettazione e della produzione dei prodotti, tra cui:
- durata, riusabilità, aggiornabilità e riparabilità: assicurare che i prodotti siano progettati per durare più a lungo e possano essere facilmente riparati o riutilizzati
- sostanze: limitare l’uso di sostanze nocive che ostacolano la circolarità
- efficienza energetica e delle risorse: promuovere prodotti ad alta efficienza energetica che minimizzano il consumo di risorse
- contenuto riciclato: aumentare l’uso di materiali riciclati nella produzione di prodotti
- rimanufacturazione e riciclaggio: facilitare la rimanufacturazione e il riciclaggio dei prodotti
- impronte di carbonio e ambientali: ridurre l’impronta di carbonio e l’impatto ambientale complessivo dei prodotti
- requisiti informativi: rendere obbligatoria la fornitura di informazioni sui prodotti, incluso attraverso un passaporto digitale del prodotto (DPP, ovvero Digital Product Passport)
Il DPP sarà un punto di svolta nell’implementazione dell’ESPR. Questa piattaforma digitale non solo fornirà un mezzo per gestire e condividere le informazioni sulla sostenibilità dei prodotti, ma consentirà anche ai consumatori di fare scelte informate e assisterà le autorità pubbliche nell’applicazione della conformità.
Scadenze e ambito
L’implementazione dell’ESPR prevede diverse fasi:
- estate 2024: l’ESPR è entrato in vigore
- autunno 2024: sarà istituito un gruppo di esperti per elaborare linee guida per l’implementazione
- metà 2025: introduzione di regolamenti volti all’eliminazione dei prodotti invenduti
- 2026: adozione delle prime misure ESPR, con possibile focus su tessili e acciaio
- 2027-2028: i primi requisiti per i prodotti inizieranno ad applicarsi a ulteriori categorie di prodotti
Preparazione per l’ESPR
Sebbene l’ESPR sia ancora nelle sue fasi iniziali, le imprese possono adottare misure proattive per prepararsi alla sua implementazione. Ciò include:
- design iterativo e agilità: adottare un approccio di progettazione flessibile, che consenta un miglioramento continuo e l’adattamento ai regolamenti in evoluzione
- raccolta dati e contratti con i fornitori: raccogliere dati sugli attributi di sostenibilità dei prodotti e assicurarsi che questi criteri siano inclusi negli accordi con i fornitori
- approvvigionamento e DPP: integrare la raccolta dei dati del DPP nei processi di approvvigionamento e valutare la compatibilità dei sistemi IT
Adottando queste misure, le imprese possono posizionarsi per rispettare l’ESPR e beneficiare delle opportunità che offre per una crescita e un’innovazione sostenibili.
