Tracciabilità

Denim riciclato post-consumo per un futuro circolare

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Mentre il settore della moda è alle prese con un serio problema legato ai rifiuti, la circolarità offre uno sviluppo promettente verso la sostenibilità. Particolarmente promettente è il riciclo post-consumo, che non solo recupera gli scarti, ma migliora anche in modo significativo l’efficienza delle risorse. Questo articola esplora il viaggio di trasformazione del denim, illustrando come vecchi jeans possano essere recuperati in nuovi tessuti e dimostrando l’impatto positivo del denim riciclato per costruire un futuro circolare.


Il dilemma del denim


Il denim è un elemento base dei guardaroba di tutto il mondo, ma è noto come la sua produzione consumi grandi quantità di risorse. Mentre la produzione tradizionale del denim consuma considerevoli quantità di acqua, energia e sostanze chimiche, pratiche innovative stanno emergendo per ridurre questi impatti. La fast fashion contribuisce ad aumentare i rifiuti tessili, mentre molti jeans finiscono in discarica o negli inceneritori. La consapevolezza su questa problematica sta, però, crescendo e alcuni sforzi vengono fatti per mitigarla.


Secondo i dati ufficiali dell’UE, nel 2020, la regione ha generato circa 16 kg di rifiuti tessili per persona. Solo poco più di un quarto di essi (4,4 kg) sono, però, stati raccolti separatamente per il riutilizzo e il riciclo. L’82% dei rifiuti tessili viene prodotto dai consumatori, mentre il resto è rappresentato dagli scarti di produzione o dagli articoli invenduti.


Alcuni studi hanno rivelato che, globalmente, circa 92 milioni di tonnellate di rifiuti tessili vengono generati ogni anno. Le stime indicano che 2,16 milioni di tonnellate sono costituite da jeans. Nell’Europa occidentale, solo tra il 35% e il 50% del denim gettato viene separato per essere riusato o riciclato.


Queste statistiche evidenziano il ruolo cruciale dei consumatori nel guidare il cambiamento ed enfatizzano la crescente importanza di migliorare i programmi di riciclo post-consumo. Il materiale riciclato post-consumo (PCR) viene derivato da prodotti che sono stati acquistati dai consumatori e hanno raggiunto la fine del loro ciclo di vita.




Cos’è la moda circolare?


I programmi PCR incrementano la moda circolare. La moda circolare è un approccio innovativo al settore, che mira a minimizzare i rifiuti e massimizzare il ciclo di vita di abbigliamento e prodotti tessili. Diversamente dal tradizionale modello lineare, che segue una logica take, make, dispose, la moda circolare promuove un sistema in cui le risorse vengono continuamente riutilizzate, riparate e riciclate.


Al centro dalla moda circolare, si trova il design di prodotti che siano durevoli, versatili e facili da disassemblare. Questo implica l’utilizzo di materiali che possono essere riciclati o biodegradati alla fine della loro vita, riducendo la dipendenza da risorse vergini. I brand che adottano pratiche circolari spesso implementano strategie come i programmi di take-back, che permettono ai consumatori di riportare i capi usati per il riciclo o il rinnovo.


Una componente chiave della moda circolare è l’incoraggiamento di un consumo coscienzioso. Questo significa incoraggiare i consumatori a comprare meno, preferire la qualità alla quantità e usare abiti di seconda mano o riadattati. Inoltre, evidenzia l’importanza di filiere trasparenti, permettendo ai consumatori di prendere decisioni informate in relazione agli impatti etici e ambientali dei loro acquisti.


La moda circolare non riguarda solamente le tematiche ambientali, ma promuove anche la responsabilità sociale. Concentrandosi su condizioni lavorative eque e impegno civico, i brand possono contribuire positivamente alla società, minimizzando la loro impronta ecologica.


Infine, questo modello supporta l’innovazione nelle tecnologie tessili, inclusi lo sviluppo di tessuti sostenibili e i processi di riciclo. Con l’aumento dell’attenzione per le questioni ambientali, più brand e consumatori riconoscono il valore della moda circolare come una via per un futuro più sostenibile ed etico nel settore.


Come funziona il denim PCR


Quando si tratta di denim, i programmi PCR presentano un approccio innovativo alla sostenibilità, raccogliendo vecchi jeans e trasformandoli in nuove fibre. Questo metodo mantiene gran parte della qualità originale e riduce in modo significativo l’impatto ambientale associato alla produzione di nuovo denim.


Il processo di riciclo è formato da diversi passaggi, tipicamente gestiti da specialisti:


Quali sono i vantaggi del denim PCR?


Il denim PCR offre numerosi vantaggi. Come prima cosa, riduce in modo significativo l’impatto ambientale dei rifiuti tessili, in quanto minimizza la quantità che finisce in discarica o negli inceneritori. Le risorse naturali vengono conservate, aiutando a diminuire l’inquinamento dei processi produttivi.


In aggiunta, il riciclo di denim ha, in genere, un’impronta ecologica minore rispetto alla produzione di nuovo tessuto. Questo contribuisce a mitigare il cambiamento climatico e richiede meno acqua ed energia della realizzazione di denim da nuove materie prime, preservando, di conseguenza, delle risorse di valore e migliorando la loro efficienza.


L’utilizzo di materiali riciclati supporta anche l’economia circolare, promuovendo pratiche sostenibili tra i brand e i consumatori. Acquistare denim riciclato aumenta la consapevolezza sulla sostenibilità nella moda, incoraggiando scelte attente all’ambiente.


Inoltre, il denim riciclato post-consumo genera innovazione nel settore tessile, portando allo sviluppo di tessuti con miscele uniche e stili con aspetto e colore distintivi. Infine, il processo di riciclo crea opportunità lavorative in settori come la raccolta, lo smistamento e la lavorazione dei materiali, che porta benefici alle economie locali.




Il programma PCR di Candiani


Collaboriamo con Humana People to People Italia e Filatura Astro per dare nuova vita ai vecchi jeans grazie a un programma PCR. Humana People to People Italia raccoglie i jeans che non possono più essere utilizzati e rimuove i componenti non in denim. Filatura Astro riporta questi capi allo stato di fibra per realizzare filati riciclati, che noi incorporiamo in nuovi tessuti denim.


I jeans vengono sottoposti a un riciclo meccanico, che comporta romperli fisicamente nelle fibre che li compongono, invece di usare processi chimici. Questo metodo viene comunemente applicato a materiali come il cotone, il denim e alcune miscele, permettendo la rigenerazione delle fibre che possono essere lavorate in nuovi filati.


I benefici del riciclo meccanico includono la minore necessità di materiali vergini, che aiuta a preservare risorse come l’acqua e l’energia. Inoltre, migliora la riduzione dei rifiuti, dirottando gli scarti tessili lontano da discariche e inceneritori, portando a un minore impatto ambientale rispetto alla produzione di nuove fibre, dato che molti processi chimici vengono evitati.


Una problematica del riciclo meccanico è, invece, la degradazione della qualità delle fibre nel tempo. Le fibre riciclate potrebbero non performare quanto quelle vergini e avere un’applicazione limitata a causa della necessità di essere compensate da materiali più resistenti. Tuttavia, il nostro programma PCR rappresenta un’eccellenza grazie alle sue caratteristiche di prossimità, tracciabilità, circolarità e qualità, che permettono ai nostri tessuti denim di andare oltre questi limiti.


Prossimità


Il riciclo di jeans per produrre nuovi tessuti denim avviene in un raggio di soli 60 km tra Biella e Milano e tra un numero limitato di attori. Questa filiera corta riduce in modo significativo l’impatto ambientale del nostro denim PCR.


Tracciabilità


Ogni passaggio del processo di riciclo è tracciabile, a iniziare dal seme di cotone. Non possiamo creare tessuti denim PCR al 100%, perché queste fibre sono troppo deboli; per questo, abbiamo bisogno di unirle con cotone vergine più resistente. Mescoliamo, quindi, queste fibre riciclate con il cotone Blue Seed, la nostra varietà proprietaria, che allochiamo ai coltivatori che desideriamo per tracciare il suo intero viaggio.


Circolarità


I rifiuti tessili vengono raccolti per realizzare nuovi tessuti denim, promuovendo modelli di produzione e consumo circolari, in cui i capi vecchi non vengono buttati, ma, al contrario, servono come base per qualcosa di nuovo.


Qualità


Il cotone Blue Seed garantisce forza, durabilità e una migliore sensazione al tatto rispetto alle fibre riciclate. Si tratta di una varietà di cotone ibrida e senza OGM, che deriva dall’impollinazione controllata tra due piante madri attentamente selezionate. Gowan Seed Company ha garantito a Candiani l’utilizzo esclusivo di questo cotone.


Il cotone Blue Seed combina la qualità del cotone a fibra extra-lunga con la resistenza del cotone Upland, beneficiando del fenomeno del vigore dell’ibrido, o eterosi. Questo significa che la pianta risultante può garantire superiori funzioni biologiche rispetto ai genitori, creando, essenzialmente, uno scenario in cui 1 + 1 = 3. Di conseguenza, possiamo incorporare fino al 30% di cotone riciclato nei nostri tessuti PCR.



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