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Denim cimosato: un marchio di qualità

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Il denim cimosato è spesso rinomato per la sua tecnica di tessitura unica, un approccio sartoriale alla produzione del denim che lo distingue nel settore. Questo metodo è ormai raro, perché non si presta alla produzione di massa. Molti appassionati del denim vedono però il denim cimosato come un marchio di autenticità, qualità e tradizione, rendendolo immancabile nei loro armadi. Sei curioso di saperne di più sul perché è così amato? Vediamolo insieme!


Come viene realizzata la cimosa e perché è importante


L’aggettivo “cimosato” deriva dal termine “cimosa”, che indica il margine laterale di questo tessuto speciale. Tradizionalmente, il denim cimosato presenta un bordo di colore diverso, solitamente attraversato da una cucitura a contrasto. In origine, la cimosa preveniva lo sfilacciamento del tessuto.


Il denim cimosato viene realizzato con i telai a navetta, lo standard del settore fino all’avvento della produzione di massa dopo la Seconda guerra mondiale. La domanda di macchinari più efficienti portò allo sviluppo di nuovi telai a tutta altezza, in grado di lavorare più velocemente e di produrre tessuti più larghi e uniformi. Questo li rendeva ideali per tessere grandi quantità di abbigliamento standardizzato e, di conseguenza, i telai a navetta vennero sostituiti in massa. Oggi, questi macchinari tradizionali non vengono più prodotti.


Mentre i telai a navetta sono più lenti, con pettini meno precisi e una tensione del filato più rilassata, sono in grado di creare la superficie irregolare e il bordo distintivo che molti appassionati del denim considerano simboli di autenticità e tradizione. Siamo orgogliosi di essere tra i pochi produttori a preservare il patrimonio dei telai a navetta, utilizzando macchinari vintage originali.


I telai a navetta furono inventati da… Leonardo!


Sapevi che l’idea di un telaio a navetta venne inizialmente a Leonardo da Vinci durante il suo primo periodo milanese? Ad ogni modo, solo nel XVIII secolo furono effettivamente inventati macchinari simili. Mentre era al servizio di Ludovico Sforza, duca di Milano, tra il 1479 e il 1499, Leonardo abbozzò un telaio meccanico, immaginando una navetta azionata automaticamente anziché manualmente. Questo disegno, datato 1495, è ora conservato nel “Codice atlantico” a pagina 985.


Oltre duecento anni dopo la morte di Leonardo, nel 1733, l’inventore inglese John Kay brevettò la navetta volante, mossa automaticamente da un battitore. Questa innovazione accelerò il processo di tessitura e consentì di produrre tessuti più grandi, diventando un simbolo della rivoluzione industriale.


Nei telai a navetta, i filati in ordito (verticali) vengono disposti come base, mentre la navetta trasporta quelli in trama (orizzontali) lungo il telaio. Trama e ordito vengono poi battuti insieme per ottenere il tessuto. La navetta trasporta avanti e indietro lo stesso filato di trama più volte, formando così la cimosa.




Perché il denim cimosato è associato al Giappone?


Oggi, i jeans cimosati vengono spesso erroneamente associati esclusivamente al Giappone. Questo malinteso nacque perché gli artigiani giapponesi mantennero viva la tradizionale produzione di denim statunitense dopo che i brand iniziarono a produrre in serie negli anni Sessanta. Ma andiamo per gradi.


Come nacque il denim cimosato?


Il denim deriva dal fustagno genovese del XVI secolo, un tessuto caratterizzato da ordito tinto in indaco e da filati in cotone. Era un materiale resistente, usato dai marinai e dai camalli di Genova per diversi scopi, tra cui la produzione di vele, la copertura delle merci e la realizzazione di abbigliamento da lavoro durevole. Diversi fattori contribuirono al successo di questo tessuto nel lungo termine: l’affollato e avanguardistico porto di Genova, dove venivano importati ed esportati beni in tutto il mondo, e la buona qualità del fustagno genovese, venduto però a un prezzo accessibile.


L’Inghilterra aveva un ruolo centrale nel commercio del fustagno, e una quantità significativa di fustagno genovese veniva esportata a Londra. Negli inventari del tempo, i tessuti venivano spesso elencati con il nome della loro città di origine, spesso storpiato. Di conseguenza, il fustagno genovese divenne noto come “geanes”, “jeanes” e, infine, “jeans”. Grazie alla sua popolarità, tutti i tessuti con caratteristiche simili a quelle del fustagno genovese venivano chiamati con questi termini.


Dall’Inghilterra, questi tessuti arrivarono negli Stati Uniti, dove l’imprenditore Levi Strauss li vendette al sarto Jacob Davis, che li usò per realizzare un paio di pantaloni da lavoro per un taglialegna. L’idea di Davis di rinforzare questo capo con rivetti nei punti di stress ebbe grande successo tra i lavoratori in cerca di fortuna durante la corsa all’oro. Strauss e Davis avviarono la loro produzione a San Francisco e brevettarono i pantaloni nel 1873. Essi vengono ora considerati il primo paio ufficiale dei blue jeans moderni, realizzati con denim cimosato, poiché i telai a navetta erano quelli in uso all’epoca. Il denim cimosato utilizzato da Levi’s® presentava originariamente un bordo bianco con una cucitura rossa, che, curiosamente, è ancora oggi la costruzione più comune per il denim cimosato.




Come il denim conquistò il Giappone


Durante i due conflitti mondiali, ai soldati degli Stati Uniti veniva fornito abbigliamento in denim, soprattutto a chi ricopriva ruoli non di combattimento, come meccanici, ingegneri e marinai. Questi capi offrivano comfort e durabilità. Alla fine delle guerre, le rimanenze di abbigliamento militare, incluso il denim, vennero vendute o ricondizionate. Questo flusso di denim nel mercato statunitense dell’abbigliamento contribuì in modo significativo alla sua crescente popolarità.


Inoltre, i soldati statunitensi di stanza in Europa e nel Pacifico durante la Seconda guerra mondiale ebbero un ruolo cruciale nel rendere il denim popolare a livello globale. Il loro abbigliamento, le loro azioni e il loro stile di vita divennero simbolo di libertà e progresso in queste regioni. In Giappone, la cultura statunitense venne abbracciata come da nessun’altra parte. Quando i produttori di denim negli Stati Uniti sostituirono i loro telai a navetta con quelli a tutta altezza e la produzione di massa portò a un generale declino della qualità e dell’attenzione ai dettagli, gli abili artigiani giapponesi preservarono il patrimonio dei tradizionali blue jeans statunitensi e dei cimosati premium, creando repliche fedeli.


Per questo, il denim cimosato è spesso ritenuto giapponese. Però è importante notare che il denim tradizionale e vintage è di per sé cimosato, poiché veniva prodotto esclusivamente su telai a navetta. Il denim cimosato dovrebbe quindi essere considerato una rappresentazione del patrimonio, della cultura e della tradizione del denim, a prescindere dal fatto che sia italiano, statunitense, giapponese o prodotto in qualsiasi altra parte del mondo.



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