Il 16 aprile, è stata inaugurata la mostra itinerante storico-documentaria “Chiare Tracce,” che celebra i 50 anni del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Siamo felici di essere tra gli sponsor di questa iniziativa dedicata al nostro territorio e alla sua comunità, che fin dalla fondazione di Candiani è parte integrante del nostro modo di essere. Sarà possibile visitare l’esposizione presso Casa Giacobbe a Magenta fino al 4 maggio.
Perché una mostra sul Parco del Ticino?
La mostra itinerante, che verrà prossimamente proposta in altre sedi e date, è stata realizzata a partire dal ricco archivio della Cascina del Guado, punto di riferimento culturale e artistico di tutto il territorio. Dodici pannelli contenenti documenti inediti e opere originali ripercorrono la storia del Parco, a partire dalle idee, la passione e l’amore per il territorio alla sua base.
Il Parco Lombardo della Valle del Ticino è il primo parco regionale istituito in Italia, simbolo della grande evoluzione avvenuta nella mentalità collettiva nella seconda metà del secolo scorso. La missione del Parco è però importante oggi più che mai, con la ricerca dell’equilibrio tra uomo e natura al centro dell’attenzione mondiale.
La crisi climatica è sempre più evidente e gli ecosistemi naturali compromessi modificano le temperature, alterano i cicli dell’acqua e generano eventi atmosferici più intensi e devastanti. Per questo, analizzare, approfondire e confrontarsi su simili tematiche è fondamentale per trovare soluzioni condivise, efficaci e a lungo termine a queste nuove e attuali problematiche.
Un po’ di storia
La mostra ripercorre nel dettaglio l’intera storia del Parco del Ticino, iniziata nel 1967 a Pavia, dove un gruppo, innamorato del territorio e desideroso di proteggerlo dalla crescente industrializzazione, dall’inquinamento e dall’abusivismo, intraprese una serie di iniziative per smuovere la coscienza di tutta la comunità, promuovendo una nuova sensibilità focalizzata sulla salvaguardia dell’ambiente e del suo equilibrio.
Venne raggiunta una mobilitazione incredibile per l’epoca, che portò a raccogliere migliaia di firme per la proposta del Giornale della Lombardia di una legge popolare per la costituzione del Parco. Il 5 dicembre 1973, il Consiglio Regionale Lombardo approvò la costituzione del Parco Lombardo della Valle del Ticino tramite la legge n° 133.
Oggi, Il Parco del Ticino è composto da 50 enti, 47 comuni, la Città metropolitana di Milano, la Provincia di Pavia e la Provincia di Varese, con cui dialoga quotidianamente. Costante è anche il confronto con Regione Lombardia, in quanto interazione e collaborazione sono le basi per trovare soluzioni adeguate a garantire opportunità di sviluppo che proteggano l’ambiente, il paesaggio e le risorse naturali senza escludere gli individui, ma creando un habitat armonico e un uso compatibile del territorio.
Il territorio e i suoi abitanti
Il Parco del Ticino si trova all’interno del triangolo industriale più sviluppato d’Italia, che conta più di 500mila residenti, decine di migliaia di imprese, un aeroporto intercontinentale, una centrale termoelettrica, tre autostrade e una fitta rete viaria. Nonostante questa vasta urbanizzazione, il suo territorio è occupato per quasi il 55% da aree agricole, per il 22% da foreste, per il 3% da reticolato idrografico e solo per il 20% da aree urbanizzate.
Inoltre, il Parco del Ticino è l’area protetta fluviale più grande d’Europa, con un territorio di 92mila ettari. Le acque del fiume e dei canali di riferimento rappresentano il bene collettivo più prezioso e l’elemento fondamentale di tutti gli ecosistemi locali, estendendosi per una lunghezza di 110 km.
La sua unicità è data anche dalla straordinaria biodiversità della zona. Il Parco ospita più di 20mila ettari di boschi e altre coltivazioni fondamentali, come le brughiere, con alberi e fiori rari o addirittura scomparsi altrove. Sono 6.832 le specie totali presenti nel Parco del Ticino: 4.028 appartenenti al regno animale, 1.284 a quello vegetale, 1.420 funghi e 100 protozoi.

Guado Officine Creative dal 1969
La Cascina del Guado è parte viva del Parco del Ticino. Nel 1969, l’artista Daniele Oppi si stabilì alla Cascina del Guado (il cui nome ufficiale è ora “Guado Officine Creative dal 1969”) a Robecchetto con Induno, dove in seguito fondò la Comune del Guado, una cooperativa che diventò un centro di attività culturale frequentato da personalità come Mogol, Lucio Battisti ed Ernesto Treccani.
Le storie della Cascina del Guado e del Parco del Ticino si intrecciarono fin da subito. Oppi fu ispiratore di una rete di giornali comunali per incalzare i decisori a promuovere una politica ambientale seria ed efficace, in grado di dare risposte concrete alle richieste pressanti di tutela, protezione e intervento per migliorare il presente e rendere sicuro il futuro.
Dal 2006, è il figlio Francesco a portare avanti la missione ispirata alla Comune fondata dal padre. Nel 2011, Guado Officine Creative dal 1969 venne inserito dalla regione tra i centri e i luoghi dell’arte contemporanea in Lombardia. Inoltre, è Luogo del Cuore FAI dal 2020.
L’archivio raccolto da Daniele e Francesco Oppi nel corso di decenni di meticolosa ricerca rappresenta un diversificato database di oltre 14mila documenti, che spazia da libri, riviste e quotidiani a manifesti, oggetti artistici, manoscritti e una ricchissima corrispondenza e attraversa ogni tipo di tema. Questo archivio ha permesso al Parco Lombardo della Valle del Ticino di ripercorrere le orme di chi ci ha preceduto e riscoprire i principi, le istanze e i valori che da sempre contraddistinguono il Parco: non solo la tutela della biodiversità e del territorio, ma la salvaguardia di un’intera comunità che, da più di cinque decadi, fa rete e lavora nella stessa direzione.
Candiani e il Parco del Ticino
Durante la cerimonia di inaugurazione della mostra “Chiare Tracce”, Alberto Candiani ha evidenziato come il Parco del Ticino sia stato fondamentale nel rendere Candiani l’azienda che oggi è. Gli esseri umani e le aziende si evolvono principalmente a causa dell’ambiente circostante e per noi operare all’interno di un’area protetta è un vanto.
Le ferree regole che all’inizio sembravano dei limiti difficili da superare si sono rivelati una grande opportunità per rendere il nostro made in Italy ancora più distintivo e locale e supportare la nostra già naturale propensione a migliorare processi e prodotti. Siamo orgogliosi di aver intrapreso questo lungo percorso, che ci ha portati a essere tra i leader nel nostro mercato per l’innovazione sostenibile, e questo è dovuto principalmente alla zona in cui ci troviamo.
Come sottolineato da Alberto, curioso è anche il fatto che il “guado” sia non solo il punto dove si può attraversare un corso d’acqua, ma anche l’unica alternativa all’indaco per tingere i tessuti di blu. Questa pianta, inoltre, veniva utilizzata in Italia e in Francia per tingere il fustagno, il predecessore del nostro denim contemporaneo, di blu prima della diffusione dell’indaco. Un altro fil rouge che lega Candiani alla Cascina del Guado e, di conseguenza, al Parco del Ticino!

Vuoi saperne di più sulla storia del Parco e sul suo territorio e scoprire diverse curiosità sui suoi abitanti e sulle attività che propone? Visita “Chiare Tracce”!
Dal 16 aprile al 4 maggio 2025
Presso Casa Giacobbe in via IV Giugno 80, Magenta
Aperta nei giorni feriali dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.00; apertura dalle 11.00 alle 17.00 il sabato e nei giorni festivi
Ingresso libero
