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Denim circolare: un approccio rigenerativo

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I rifiuti tessili rappresentano un grande problema per il nostro settore, che non possiamo permetterci di ignorare. Nel 2020, l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) ha stimato che ogni cittadino dell’UE, in media, ha prodotto 16 kg di rifiuti tessili! Sorprendentemente, solo circa 4,4 kg sono stati separati per il riutilizzo o il riciclo, mentre la maggior parte sono finiti nell’indifferenziata. Questi dati evidenziano la necessità di soluzioni circolari innovative per i prodotti tessili gettati. Noi di Candiani stiamo affrontando questa tematica da due diverse prospettive: sviluppando materiali compostabili e migliorando i programmi di riciclo.


Come funziona la circolarità


L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che si concentra sull’usare le materie prime in modo più efficente e sul ridurre i rifiuti. Al contrario della tradizionale economia lineare, che segue il modello prendere-produrre-consumare-buttare e dipende fortemente da materiali poco costosi e facilmente accessibili ed energia, l’economia circolare enfatizza l’estensione del ciclo di vita dei prodotti. In questo approccio, i prodotti sono progettati per durare più a lungo grazie a pratiche come la condivisione, il noleggio, il riutilizzo, la riparazione, il ricondizionamento, l’upcycling e il riciclo. Esse contrastano l’obsolescenza programmata, per cui i prodotti sono intenzionalmente progettati con un ciclo di vita limitato per incoraggiare i consumatori a comprarne di nuovi più frequentemente.


I benefici dell’economia circolare


Il Parlamento europeo ha raggruppato i principali benefici dell’economia circolare in tre ampie categorie: protezione dell’ambiente, riduzione della dipendenza dalle materie prime e creazione di opportunità lavorative e di risparmio per i consumatori.


Estendere il ciclo di vita delle materie prime all’interno dell’economia minimizza l’uso delle risorse naturali, aiutando a prevenire la distruzione di paesaggi e habitat e proteggendo la biodiversità. Inoltre, lo sviluppo di prodotti più efficienti e sostenibili riduce il consumo di energia e risorse e, di conseguenza, le emissioni totali di gas serra. Secondo il Parlamento europeo, più dell’80% dell’impatto ambientale di un prodotto si verifica nella fase di design. L’implementazione di pratiche circolari efficaci può anche aiutare a diminuire i rifiuti degli imballaggi, una problematica significativa, in quanto il Parlamento europeo riporta che ogni cittadino dell’UE genera, in media, circa 190 kg di tali rifiuti all’anno.


Ridurre la dipendenza dalle materie prime significa che l’adozione di pratiche circolari può aiutare a mitigare i rischi relativi alla fornitura, come la volatilità dei prezzi, la disponibilità delle materie prime critiche e la dipendenza dalle importazioni. Con la crescita della popolazione globale, aumenta anche la domanda di materie prime. La disponibilità delle materie prime essenziali, però, è limitata. Secondo il Parlamento europeo, il valore totale dei commerci (importazioni più esportazioni) di materie prime tra l’UE e il resto del mondo ha raggiunto i 165 miliardi di euro nel 2023. Le esportazioni sono state minori delle importazioni per un deficit di 29 miliardi di euro. Alcuni Paesi dell’UE hanno risorse limitate e sono diventati dipendenti dalle importazioni. L’Eurostat ha stimato che ogni cittadino europeo ha consumato 14,22 tonnellate di materie prime nel 2022.


Infine, la transizione verso l’economia circolare potrebbe migliorare la competitività, stimolare l’innovazione e guidare la crescita economica. Le proiezioni del Parlamento europeo indicano che tale cambiamento potrebbe creare fino a 700.000 nuovi posti di lavoro nell’UE entro il 2030. Inoltre, i consumatori beneficerebbero di prodotti più durevoli e di alta qualità, migliorando la qualità della vita e risparmiando nel lungo termine.


L’impatto sull’agricoltura


Ci dedichiamo a migliorare la circolarità nel settore del denim tramite due approcci principali: sviluppando prodotti compostabili in linea con l’agricoltura rigenerativa e implementando programmi di riciclo. Nonostante sia difficile unire denim, moda, agricoltura e cibo, siamo riusciti a creare una connessione!


Candiani divenne famosa nel mondo per il suo denim elasticizzato, adottato come stile distintivo dell’emergente premium denim industry di Los Angeles negli anni ‘80. Con il passare del tempo e la crescita della nostra consapevolezza delle questioni ambientali, abbiamo iniziato a esplorare nuovi modi per ridurre l’impatto dei filati elastici a base di petrolio usati nei tessuti denim elasticizzati convenzionali.


Dopo aver sviluppato ReLast, una collezione di tessuti denim elastici con elastam riciclato, e ReSolve, una famiglia con filati elasticizzati con un impatto ambientale neutro, in quanto non contengono sostanze pericolose, abbiamo creato COREVA™, il primo denim elastico senza plastica e compostabile al mondo. Questo tessuto innovativo può decomporsi in compost, sotto le giuste condizioni, e nutrire la crescita di nuove piante alla fine della sua vita.


Abbiamo inizialmente testato il denim COREVA™ in laboratorio, collaborando con Innovhub e seguendo i metodi delineati da ISO 16929:2019 ed EN 13432:2000 Annex E/AC:2005. Dopo 12 settimane, abbiamo osservato che il 98,1% della massa originale del campione COREVA™ si era decomposto. Nel test di ecotossicità del nostro compost, i semi di fagiolo mungo e orzo piantati nel compost COREVA™ sono riusciti a germinare e crescere con successo senza effetti inibitori.


In seguito, abbiamo voluto chiudere il cerchio nel settore della moda usando il denim COREVA™ per supportare la crescita di nuovo cotone. Abbiamo collaborato con il Rodale Institute California Organic Center per piantare le rimanenze di tessuto COREVA™ nel suolo e verificare il loro impatto sulla salute del terreno e la crescita delle piante. Questo studio di un anno ha rivelato che non ci sono stati effetti avversi sul suolo. Al contrario, ha mostrato un miglioramento nella respirazione del terreno e livelli di umidità consistenti.


Infine, siamo ritornati nel nostro Paese per collaborare con Quintosapore e coltivare pomodori nel suolo con le rimanenze di denim COREVA™. Il laboratorio italiano Ars Chimica Laboratorio Chimico ha testato il suolo prima, durante e dopo la loro crescita, senza trovare cambiamenti nelle sostanze chimiche o nei metalli pesanti a causa di COREVA™. I coltivatori hanno osservato livelli di acqua simili a quelli dei precedenti esperimenti. E indovina? Abbiamo usato i pomodori COREVA™ per produrre una deliziosa passata per condire la pasta! Puoi immaginare un futuro in cui mangiamo quello che indossiamo?




Programmi di riciclo


Il riciclo gioca un ruolo essenziale nel settore tessile come pratica radicata nella circolarità e l’efficienza industriale. Tradizionalmente, il riciclo si focalizza sui materiali post-industriali, che sono le rimanenze del processo di produzione. Questi materiali sono relativamente facili da riciclare, perché non sono stati contaminati da altre materie prime e non sono usurati dall’utilizzo.


Oggi, il riciclo post-consumo sta diventando sempre più importante a causa dell’alto volume di rifiuti tessili generato dai consumatori. Secondo l’EEA, nel 2020, l’82% dei rifiuti tessili totali nell’UE proveniva dai consumatori. Il riciclo di prodotti tessili post-consumo presenta, però, alcune sfide, in quanto le fibre sono spesso indebolite dall’uso. Solo una parte di un prodotto finito può essere ritrasformato in nuovo filato.


Ci dedichiamo a migliorare i programmi di riciclo a tutti i livelli. Due dei nostri fiori all’occhiello sono il denim ReGen e PCR (riciclato post-consumo). ReGen è il tessuto che abbiamo sviluppato per il nostro 80esimo anniversario e contiene per il 50% cotone riciclato e per il 50% TENCEL™ x REFIBRA™, ottenuto da rimanenze del settore tessile come legno e cotone. Questo approccia evita di prelevare materie prime vergini. Il tessuto ha vinto l’ITMA Sustainable Innovation Award nel 2019.


Il nostro programma PCR è stato sviluppato in collaborazione con Humana People to People Italia e Filatura Astro con lo scopo di creare nuovo tessuto denim partendo da vecchi jeans. Simon Giuliani, global marketing director di Candiani Denim, ha parlato di questa iniziativa nel podcast Circular Fashion Talks di Francesca Romana Rinaldi, direttrice del Monitor for Circular Fashion, e della giornalista Silvia Gambi.


Humana People to People Italia raccoglie vecchi jeans danneggiati in tutto il Paese e li smista nel suo centro di Pregnana Milanese, vicino a Milano. In seguito, Filatura Astro li riporta allo stato di fibra, producendo filati con cotone riciclato a Vigliano Biellese, nella zona di Biella. Infine, noi tessiamo questi filati riciclati nei nostri tessuti denim a Robecchetto con Induno, sempre in provincia di Milano.


Questa partnership rappresenta un programma virtuoso in quanto riduce i rifiuti tessili che, altrimenti, finirebbero negli inceneritori o nelle discariche. Inoltre, soddisfa due importanti indicatori di performance (KPI). Per prima cosa, mantiene bassa l’impronta ecologica, in quanto l’intero processo di riciclo avviene in soli 60 km tra Milano e Biella. In aggiunta, compensiamo la tradizionale debolezza delle fibre PCR con il nostro cotone proprietario Blue Seed, che migliora qualità e durabilità. Questo ci permette di incorporare una quantità significativa di cotone PCR, fino al 30%, nei nostri tessuti denim.



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