Mentre il pianeta rischia di soffocare sotto l’enorme quantità di rifiuti di plastica generati ogni giorno, le pratiche corrette di riciclo offrono una soluzione per ridurre la produzione di rifiuti, preservare le risorse naturali e promuovere l’economia circolare. La plastica riciclata può essere impiegata anche nel settore del denim per produrre tessuti elastici a minore impatto ambientale. Vuoi saperne di più?
I rifiuti di plastica stanno strozzando il pianeta
Ogni anno, il mondo produce la sbalorditiva quantità di 460 milioni di tonnellate di plastica, secondo l’International Union for Conservation of Nature (IUCN). Nonostante abbia una funzione importante nella nostra vita quotidiana come materiale leggero, durevole e igienico, presenta anche una problematica ambientale significativa. La plastica non si biodegrada, ma si fotodegrada. Questo significa che, quando esposta a fattori ambientali, tra cui la luce del sole, la plastica si rompe in frammenti più piccoli, fino a formare microplastiche, che possono rimanere nell’ambiente per lunghi periodi.
La maggior parte dei rifiuti di plastica non viene riciclata, accumulandosi nelle discariche in tutto il mondo o, peggio ancora, negli oceani e nella natura. Le microplastiche sono ormai state trovate ovunque, dalle profondità oceaniche alle montagne più alte, e sono addirittura presenti nell’aria che respiriamo e nel suolo utilizzato in agricoltura. Quest’ampia diffusione consente alle microplastiche di entrare facilmente nella catena alimentare, partendo dal plankton e arrivando agli esseri umani. Ci sono prove crescenti del nostro consumo giornaliero di microplastiche.
Secondo la Commissione europea, in Europa si generano quasi 32 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno e circa l’80% della spazzatura marina è composta da plastica. Il World Wildlife Fund (WWF) stima che il 70% della plastica marina provenga dagli articoli usa e getta, mentre il 20% derivi dalle microplastiche. Altre statistiche allarmanti del WWF indicano che:
- Il 32% delle tartarughe ha consumato plastica, in particolare a causa dei sacchetti scambiati per meduse.
- Il 90% degli uccelli marini ha ingerito plastica.
- Oltre il 90% delle barriere coralline contiene residui di plastica, che hanno un impatto negativo sulla loro salute e riducono la biodiversità.
- Gli esseri umani consumano circa 2.000 microplastiche ogni anno attraverso il sale; esse sono però presenti anche nell’acqua del rubinetto, in quella in bottiglia e in altre bevande.

Cosa c’entra la plastica con il denim?
L’elastan è una fibra sintetica leggera, utilizzata nel settore del denim per produrre tessuti elasticizzati. Classificato come elastomero, possiede proprietà simili a quelle della gomma ed è composto da polimeri, i mattoncini della plastica. Inventato alla fine degli anni Cinquanta, l’elastan viene comunemente mescolato con altre fibre nel settore dell’abbigliamento per le sue proprietà elastiche, che gli permettono di allungarsi fino a cinque volte e ritornare facilmente alla sua forma originale.
Il denim elasticizzato venne creato alla fine degli anni Settanta e divenne popolare nel decennio successivo. Questa innovazione permise di realizzare jeans più aderenti e femminili, valorizzando le forme del corpo e garantendo il giusto comfort.
Tutti i tessuti denim elastici convenzionali contengono elastan, ma differiscono per il grado di elasticità. I tessuti comfort-stretch hanno tipicamente un’elasticità di circa il 20%, più del doppio rispetto a quella naturale del cotone. Questi tessuti offrono una comodità eccezionale, libertà di movimento e una mano morbida. I tessuti stretch standard hanno generalmente un’elasticità di circa il 30%, mentre il denim power-stretch o super-stretch è progettato per stili più aderenti, come i jeans skinny.
Negli anni Ottanta, eravamo tra i pionieri della produzione di denim elastico, eccellendo nei tessuti comfort-stretch. Il nostro denim elasticizzato unisce estetiche autentiche a prestazioni elevate ed ebbe un ruolo centrale nella nascita del settore del denim premium.
Da bottiglia a jeans: entra in azione l’innovazione circolare
Crediamo che sia necessario uno sforzo collaborativo tra istituzioni, aziende e consumatori, non solo per ridurre l’impressionante quantità di rifiuti di plastica generati nel mondo, ma anche per mitigare l’impatto ambientale del settore del denim. Per questo motivo, abbiamo recentemente lanciato la nostra collezione Soft Core, composta da denim comfort-stretch realizzato con plastica riciclata. Questa linea si contraddistingue per la sua combinazione unica di cotone rigenerativo Blue Seed e LYCRA® EcoMade.
Il cotone Blue Seed, la nostra varietà esclusiva sviluppata da Gowan Seed Company, unisce la forza del cotone Upland all’alta qualità del cotone a fibra extra-lunga. Inoltre, utilizziamo LYCRA® T400® EcoMade, una versione personalizzata e ad alte prestazioni, creata appositamente per Candiani. Questa fibra offre comodità duratura, vestibilità eccellente e un eccezionale mantenimento della forma.
LYCRA® EcoMade è un’alternativa innovativa alla famosa fibra LYCRA®. Viene prodotta con materiali rinnovabili a base vegetale e con plastica riciclata che altrimenti finirebbe in discarica, come le bottiglie in PET, e mantiene tutti i vantaggi delle fibre originali, tra cui il comfort, la vestibilità e le prestazioni. Riciclando i materiali, supportiamo l’economia circolare e riduciamo i rifiuti, mantenendoli in uso il più a lungo possibile e creando così valore aggiunto.

I benefici dell’economia circolare
Secondo il Parlamento europeo, la transizione verso un’economia più circolare offre tre principali vantaggi nel lungo termine:
- Protezione ambientale
- Riduzione della dipendenza dalle materie prime
- Creazione di posti di lavoro e risparmi per i consumatori
Innanzitutto, estendendo l’utilizzo dei materiali il più a lungo possibile, possiamo rallentare lo sfruttamento delle risorse naturali, ridurre la distruzione di habitat e paesaggi e limitare la perdita di biodiversità in modo sostanziale. Queste pratiche possono anche ridurre le emissioni annuali di gas serra, poiché il Parlamento europeo stima che oltre l’80% dell’impatto ambientale di un prodotto si verifica nella fase di progettazione.
In secondo luogo, sebbene la fornitura di materiali essenziali sia limitata, la domanda continua a crescere. Questo rende il riciclo delle materie prime sempre più necessario, poiché contribuisce a mitigare i rischi legati alla fornitura, quali la volatilità dei prezzi, la scarsità e la dipendenza dalle importazioni. Tutto ciò è cruciale per l’Europa; Eurostat ha riferito che nel 2023 il volume commerciale totale (importazioni ed esportazioni) di materie prime tra l’Ue e il resto del mondo ammontava a 165 miliardi di euro. Le esportazioni, però, erano inferiori alle importazioni, con un deficit commerciale di 29 miliardi di euro. Questo dimostra che alcuni Paesi europei dipendono in modo significativo da altri per le proprie materie prime.
Infine, ci si aspetta che la transizione verso un’economia più circolare porti vantaggi economici significativi per le aziende e gli individui. Il Parlamento europeo stima che questo cambiamento possa migliorare la competitività, promuovere l’innovazione, guidare la crescita economica e creare 700.000 posti di lavoro nell’Ue entro il 2030. I consumatori possono aspettarsi prodotti più durevoli e innovativi, in grado di migliorare la qualità della vita e di aiutarli a risparmiare nel lungo periodo.
