Il cotone è la fibra naturale più diffusa al mondo, conosciuta e coltivata da millenni, che ha reso possibile la realizzazione di una vasta gamma di tessuti che ancora oggi accompagnano la nostra quotidianità. Tra questi, spicca il nostro amato denim, materiale simbolo di resistenza e stile che ha trasformato il modo di vestire di intere generazioni. Scopriamo come questa pianta straordinaria, semplice e versatile, sia diventata la protagonista silenziosa della moda e, soprattutto, del settore dei jeans.
Cos’è il cotone?
Secondo Textile Exchange, nel 2021, il cotone rappresentava il 22% della produzione globale di fibre ed era coltivato in circa 70 Paesi dai climi caldi, con un’alternanza di periodi molto umidi e altri molto aridi, necessari per la sua maturazione. La fibra di cotone viene ricavata dai peli che avvolgono il seme delle piante del genere Gossypium, formati da cellulosa quasi pura.
Già conosciuto in antichità in Asia e in Sud America, in Europa il cotone arrivò dopo l’anno mille, portato dai saraceni in Sicilia. Il suo utilizzo crebbe però notevolmente solo con la scoperta dell’America, che ne facilitò le importazioni principalmente grazie alla diffusione delle piantagioni nelle colonie britanniche e francesi negli attuali Stati Uniti meridionali, che hanno un clima e un terreno particolarmente favorevoli.
Il cotone è quindi una materia prima rinnovabile. Questo significa che può essere raccolto continuamente senza minacce per la disponibilità futura, a condizione che l’uso attuale non ecceda il suo naturale tasso di rinnovamento. In quanto prodotto derivato dalle piante, il cotone è anche naturalmente biodegradabile.

I benefici dei tessuti in cotone
Nonostante l’uso del cotone non sia limitato al settore tessile e della moda, esso è sicuramente una delle prime applicazioni che ci viene in mente pensando a questa fibra. Infatti, il cotone può essere usato in un’ampia gamma di tessuti, siano essi leggeri e delicati o pesanti e durevoli. Questa versatilità rende il cotone adatto per diversi articoli, tra cui l’abbigliamento per bambini, i prodotti tessili per la casa e quelli medici. Inoltre, il cotone può essere facilmente stampato, tinto e trattato in molti modi, permettendo di dare vita a diversi design.
Le fibre di cotone sono poi forti e resistenti all’usura e al restringimento, permettendo ai prodotti tessili di durare più a lungo. I prodotti durevoli consentono ai consumatori di risparmiare e portano vantaggi ambientali nel lungo termine, in quanto devono essere sostituiti poco frequentemente e aiutano a ridurre i rifiuti.
Per quanto riguarda il comfort, il cotone è morbido, traspirante, leggero e naturalmente elastico, garantendo libertà di movimento. Può essere utilizzato in ogni stagione grazie alle sue proprietà isolanti, che intrappolano l’aria tra il tessuto e la pelle di chi lo indossa, aiutando a regolare la temperatura.
I tessuti di cotone possono assorbire naturalmente l’umidità della pelle, assicurando che chi li indossa si senta asciutto e fresco. Secondo l’International Forum for Cotton Promotion, il cotone può assorbire fino al 20% del suo peso in forma di liquido prima di apparire umido. Inoltre, il cotone resiste naturalmente agli odori sgradevoli, garantendo comodità e freschezza e riducendo il bisogno di lavare frequentemente i propri capi. La traspirabilità aiuta a prevenire la formazione di batteri, che possono causare odori poco piacevoli. Tra i benefici più apprezzati del cotone, ci sono anche le sue proprietà ipoallergeniche, che lo rendono una scelta popolare per le pelli sensibili.
Infine, i tessuti di cotone sono generalmente facili da manutenere e possono essere lavati in lavatrice, anche se la cura può variare per gli specifici capi. Ricordati di verificare le istruzioni di lavaggio sull’etichetta per assicurarti che i prodotti durino a lungo.

Quali sono i tessuti in cotone?
Nonostante i benefici del cotone si possano trovare in tutti i tessuti prodotti con esso, esistono diverse tipologie di tessuti in cotone, ognuna con le proprie caratteristiche. Vediamo i principali.
Denim
Non possiamo che iniziare con il nostro amato denim, il tessuto utilizzato per i jeans. Si tratta di un materiale durevole in twill di cotone o misto cotone, per cui i fili di trama, tradizionalmente bianchi, vengono fatti passare sotto quelli di ordito, tinti indaco, per creare una struttura diagonale. La costruzione 3x1, tipica del denim, indica che ci sono tre fili di ordito per ogni filo di trama. Il denim che conosciamo oggi è l’evoluzione del fustagno genovese.

Fustagno
Il fustagno era particolarmente diffuso già nell’Europa medievale grazie alla sua resistenza e al suo prezzo accessibile. All’epoca, era solitamente realizzato con cotone misto a lana, lino o canapa e presentava un’armatura a tela (rapporto 1:1) o a saia (ovvero diagonale, come quella del denim moderno). Ogni città seguiva delle proprie regole per la produzione di fustagno; per questo, diciamo che il denim deriva da quello genovese, fatto di cotone e con l’ordito tinto indaco. Le varianti di fustagno di cotone o lana sono oggi le più comuni. Questo tessuto ha un’armatura a saia a 3 o 4 e presenta un aspetto vellutato sul lato esterno, con una superficie più uniforme rispetto al corduroy o velluto a coste, caratterizzato da nervature verticali in rilievo.
Popeline
Il popeline (che viene dal francese e si pronuncia “poplìn”) è un tessuto leggero, che può essere realizzato anche con materiali come seta o lana. La tipologia più diffusa è però il popeline in cotone. Viene creato con fili in trama più sottili rispetto a quelli in ordito e una tessitura molto fitta. Il risultato è un materiale compatto e liscio, resistente, ma anche fine. Per questo, il popeline è particolarmente versatile e perfetto per un abito estivo, così come per una camicia elegante.
Batista
Il batista è un tessuto leggero e morbido, che si distingue per l’armatura a tela, la tessitura fitta in trama o ordito e l’aspetto lucido, quasi semitrasparente. Anche se fine, questo materiale si dimostra resistente all’usura e può avere una trama in raso per risultare ancora più brillante. Il batista di cotone è una delle tipologie più diffuse.

Piqué
Il piqué (talvolta italianizzato in picché) viene utilizzato principalmente per l’abbigliamento sportivo e per la biancheria da casa. Presenta generalmente un motivo in rilievo, con la trama che crea solitamente forme come quadrati e rombi, conferendo al materiale un aspetto trapuntato. Il piqué di cotone è il tessuto originario e più diffuso, ma oggi possono essere utilizzati anche altri materiali, tra cui le fibre sintetiche.
Seersucker
Il seersucker di cotone è un classico tessuto estivo, soffice e leggero, la cui trama combina fili molto tesi ad altri più morbidi, creando le caratteristiche righe stropicciate che solitamente alternano il bianco a un altro colore. È curioso che, in origine, veniva realizzato con cotone e seta: la stropicciatura poteva infatti essere creata semplicemente bagnando il tessuto, in quanto i fili in cotone si restringevano naturalmente, al contrario di quelli in seta.
Voile
Il nome di questo tessuto deriva dal francese “velo.” Il voile è infatti un tessuto leggerissimo, molto sottile e semitrasparente, con un aspetto liscio e luminoso e un tocco morbido. L’alta torsione dei filati lo rende comunque resistente. Il voile di cotone è la tipologia più diffusa, ma può essere prodotto anche con filati sintetici.
Mussola e mussolina
La mussola è un tessuto leggero e arioso, con un’armatura a tela e una trama rada, realizzata con filati fini. Il suo nome deriva da Mossul, città dell’Iraq ritenuta il suo luogo di nascita. La mussola in cotone è quella originaria, ma esistono oggi anche mussole in lana e lino. L’India fu una grande produttrice di questo materiale, esportato in Inghilterra fin dal XVII secolo per diversi usi, dall’abbigliamento alle tende. La mussolina è solitamente una versione ancora più leggera di questo tessuto.
Ottoman
L’ottoman è una tipologia di tessuto cannellato, che si distingue per la presenza di coste orizzontali larghe e piatte, leggermente spaziate tra loro. Un tessuto cannellato più in generale è caratterizzato dalla superficie tridimensionale, con coste trasversali o longitudinali in rilievo, dalla resistenza e dalla compattezza. L’ottoman in cotone non è l’unico tipo di questo tessuto disponibile, in quanto esso può essere realizzato anche con altri materiali, come la seta, la lana o il rayon. Il suo nome, infine, deriva dall’omonimo impero, dove il palazzo della dinastia regnante poteva vantare una serie di opifici tessili per produrre stoffe pregiate.
Raso e rasatello
Il raso è un tessuto lucido e liscio, realizzato con fibre naturali, come la seta, o sintetiche, come il poliestere o il nylon. La sua storia è strettamente legata a quella della seta. Nacque in Cina, probabilmente tra la fine del X e il XII secolo, e arrivò in Europa grazie agli scambi commerciali della via della seta nel Medioevo. Il rasatello, invece, è di fatto un raso in cotone. L’aspetto e la consistenza dei due tessuti sono simili, in quanto il processo di lavorazione rimane lo stesso, ma il rasatello in cotone risulta meno brillante e più resistente rispetto al raso tradizionale.

