La filiera del denim è oggi alquanto frammentata. Molte aziende si focalizzano solo su un passaggio produttivo, che sia la filatura, la tintoria, la tessitura, la confezione o il lavaggio. Di conseguenza, i tessuti e i jeans devono spesso viaggiare tra diverse fabbriche e, talvolta, anche tra diversi Paesi, prima di diventare i capi finiti che vediamo nei negozi e che solitamente vengono venduti lontano da dove sono stati prodotti. Fortunatamente, esiste un approccio alternativo: l’integrazione verticale. Vediamo di cosa si tratta.
Perché l’integrazione verticale è importante?
L’integrazione verticale nella moda è un modello in cui un’azienda gestisce diverse fasi della filiera in un unico sistema coeso, che integra tutto: dal design e dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione, alla distribuzione, alla vendita al dettaglio e alla logistica. Così facendo, le aziende mirano a migliorare il controllo e il coordinamento lungo l’intero processo produttivo, a ridurre i passaggi non necessari e a ottimizzare l’operatività eliminando gli intermediari.
Nonostante ci siano alcune importanti sfide legate all’integrazione verticale, come la necessità di investimenti significativi, di capacità operative specializzate e di un coordinamento efficace, i vantaggi sono notevoli. Per esempio, l’integrazione verticale può ridurre di molto i ritardi, i tempi di esecuzione, i colli di bottiglia e le emissioni e i costi associati ai trasporti, diminuendo anche le preoccupazioni sulla qualità e la dipendenza dai fornitori. Aiuta a mitigare le fluttuazioni dei prezzi e l’imprevedibilità delle condizioni di mercato. Inoltre, porta spesso a migliorare l’efficienza, la flessibilità, il flusso di lavoro, la gestione degli inventari e i risparmi complessivi, contribuendo anche a una migliore qualità dei prodotti. Infine, questo livello di controllo può garantire una supervisione più efficace delle condizioni di lavoro e degli impatti ambientali, sostenendo così gli impegni in materia di sostenibilità e migliorando la reputazione del brand.

Un’occhiata più da vicino al processo produttivo del denim
Dopo il processo di sgranatura del cotone, che rimuove i semi e le impurità, le fibre arrivano all’impianto di produzione del denim per essere filate. Tipicamente, i filati di ordito vengono poi portati in tintoria per essere colorati con l’indaco o con altre tonalità, mentre la trama rimane del suo colore naturale. Questa combinazione conferisce ai jeans il loro tradizionale contrasto dopo la tessitura dei filati. Il tessuto può ora considerarsi finito, ma solitamente viene sottoposto a un processo di finissaggio per migliorarne le prestazioni e l’aspetto prima del controllo di qualità.
A questo punto, il tessuto è pronto per essere tagliato per realizzare i capi. I jeans vengono confezionati crudi, ovvero arrivano al confezionista direttamente dalla produzione, senza trattamenti intermedi. I jeans crudi, però, sono ormai rari, poiché molte persone li ritengono troppo rigidi e scomodi. Se hai notato che la maggior parte dei jeans nei negozi oggi è più chiara e più morbida, è perché vengono tipicamente lavati in lavanderie industriali. Il processo di lavaggio può avere diversi effetti, tra cui l’invecchiamento, lo scolorimento o l’ammorbidimento del tessuto.
Inoltre, i trattamenti come il laser vengono utilizzati per creare motivi ed estetiche unici. Questo passaggio distingue il denim dalla maggior parte degli altri tessuti, che vengono generalmente cuciti con l’aspetto finale già impresso. Per completare un capo, vengono infine aggiunti gli elementi essenziali, come rivetti, bottoni e cerniere. Anche altri elementi decorativi, come i ricami o le toppe, possono essere utilizzati per migliorare il design complessivo.

Dal cotone al filato: il nostro impegno inizia dalle materie prime
Il nostro impegno per la produzione verticale del denim inizia dal cotone, la materia prima più importante per il settore. Attualmente ci stiamo concentrando sul cotone rigenerativo e sulle fibre riciclate. Siamo orgogliosi di essere pionieri nell’integrare l’agricoltura rigenerativa nel settore del denim, diventando nel 2021 il primo produttore di denim certificato da regenagri® . Crediamo che il cotone rigenerativo sia più facilmente scalabile rispetto ad altre fibre a impatto ambientale ridotto, poiché è più attento nei confronti dei coltivatori e si adatta alle loro esigenze specifiche. Questo approccio predilige i risultati, come il miglioramento della salute del suolo, il ribilanciamento degli ecosistemi naturali e la salvaguardia ambientale, rispetto all’adozione degli stessi standard in tutto il mondo.
Oltre al nostro impegno per le pratiche rigenerative, riconosciamo l’importanza delle fibre riciclate nel ridurre l’impatto ambientale del cotone. Dando nuova vita ai materiali che altrimenti finirebbero in discarica o in un inceneritore, aiutiamo a conservare risorse di valore e a ridurre la domanda di fibre vergini.
Per assicurarci di monitorare da vicino la nostra filiera, abbiamo collaborato con Gowan Seed Company allo sviluppo del cotone Blue Seed. Abbiamo accesso esclusivo a questo seme e possiamo quindi assegnarlo alle aziende agricole che desideriamo. Questo ibrido unico, senza OGM, unisce i migliori tratti del cotone a fibra extra-lunga e di quello Upland. Il cotone Blue Seed non è solo di alta qualità, ma anche più resistente nei campi, poiché richiede meno acqua e meno sostanze chimiche durante la coltivazione.

Dal filato al prodotto finito: il controllo completo della filiera
Siamo orgogliosi di gestire tutti i processi necessari per produrre tessuti a partire dal cotone nel nostro impianto di Robecchetto con Induno, tra cui filatura, tintoria, tessitura e finissaggio. Acquistiamo cotone e gestiamo ogni fase della produzione del denim, fino alla realizzazione di tessuti finiti per jeans. Con oltre ottant’anni di esperienza come fornitore di tessuti denim per i brand premium e di lusso, abbiamo recentemente ampliato la nostra attività nella produzione di jeans personalizzati presso la nostra micro-factory, Candiani Custom, situata a pochi chilometri dall’impianto produttivo di denim. Questa iniziativa rappresenta un modello di produzione innovativo, che si distingue dalle pratiche convenzionali nel settore del denim.
Candiani Custom è stato realizzato in collaborazione con dieci fidati partner italiani, che condividono i nostri valori e si trovano a meno di duecentotrentotto chilometri di distanza. Nella nostra micro-factory tagliamo, cuciamo e laviamo i jeans, realizzando capi finiti con il nostro tessuto denim. Questo modello produttivo alternativo non solo aumenta il controllo della filiera, ma affronta anche questioni importanti nel settore della moda, tra cui la sovrapproduzione, la tutela dei diritti dei lavoratori e la riduzione dell’impronta ecologica. I nostri jeans vengono prodotti per la maggior parte su richiesta e interamente in Italia, dove vengono venduti, consentendoci di eliminare gli intermediari.
Inoltre, non vorrai perderti il nostro Primo Jean, disponibile online. Crediamo che sia il modello che tutti dovrebbero avere nel proprio guardaroba. Questi jeans sono classici e senza tempo, con linee ben studiate, colori brillanti e lavaggi raffinati, pensati per durare a lungo. Non si tratta di un jeans regular qualsiasi, ma rappresenta la nostra profonda conoscenza del settore del denim, la ricca tradizione tessile italiana e una filiera affidabile.

