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Come si tesse il denim?

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Quando parliamo della produzione di denim, la tessitura riveste un ruolo chiave. Nel Medioevo, la tessitura divenne una vera forma d’arte, con la nascita di centri specializzati in tutta Europa e di corporazioni che ne tutelavano le conoscenze. Oggi le tecniche tradizionali vengono combinate con macchinari moderni e design innovativi, conferendo al denim un gusto contemporaneo, pur preservando il suo carattere autentico.


Cosa significa twill?


Il twill è la saia, ovvero un metodo di tessitura che crea una caratteristica struttura diagonale sulla superficie del tessuto. È tradizionalmente noto per la sua durabilità e resistenza, che lo rendono adatto all’abbigliamento sia casual sia da lavoro. Il twill può essere utilizzato nella produzione di diversi tipi di tessuto, tra cui il denim. Però, è importante sottolineare che, mentre il denim è generalmente una tipologia di twill, non tutto il twill è denim. Il denim è un tipo specifico di twill in cotone.


Il termine “twill” deriva dall’inglese antico “twili”, che a sua volta deriva dal latino “bilix”, che significa “con un doppio filato”. Le varianti del termine includono l’inglese medievale “twile” e “twilly”, così come il termine scozzese e dell’Inghilterra del nord “twyll”. Tutti questi nomi si riferivano a una stoffa tessuta con linee diagonali parallele, che indicavano la tecnica del doppio filato.


Le linee diagonali sui twill si creano dall’intreccio dei fili dell’ordito (verticali) e della trama (orizzontali) sul telaio. A causa di questa costruzione, i twill hanno un dritto e un rovescio, a seconda dei filati predominanti su ciascun lato. Il lato frontale presenta le diagonali più marcate ed è quindi la parte più attraente, oltre a essere quella visibile durante la tessitura.


Tradizionalmente, il denim ha un twill right-hand 3x1, il che significa che ci sono tre fili di ordito per ogni filo di trama sul fronte. L’ordito viene tipicamente tinto con l’indaco, mentre i fili di trama restano nel colore naturale del cotone. Il termine “right-hand” indica che le linee vanno dal fondo, a sinistra, verso l’alto, a destra, sul fronte del tessuto. Nonostante questa sia la costruzione classica del denim, oggi si usano molte altre alternative nel settore.


I telai tradizionali del denim


Il denim era originariamente prodotto con i telai a navetta. In questo processo, i filati in ordito vengono disposti sul telaio, mentre una navetta trasporta il filo in trama orizzontalmente, intrecciandolo con l’ordito per creare il tessuto. La navetta compie numerosi passaggi avanti e indietro portando un solo filato in trama, formando la cimosa.


Il denim cimosato presenta un bordo caratteristico e più spesso, solitamente di un colore diverso rispetto al resto del tessuto. Questo bordo finito è tipicamente una banda bianca con una cucitura colorata al centro, che serviva a impedire lo sfilacciamento del tessuto. Adesso, però, può presentare vari colori e diverse configurazioni.


Leonardo da Vinci ipotizzò per primo una navetta automatica nel 1495, ma fu John Kay a brevettare la spoletta volante nel 1733 durante la rivoluzione industriale in Inghilterra. Questo telaio innovativo aveva un battitore che muoveva automaticamente la navetta, accelerando notevolmente la tessitura e consentendo di produrre tessuti più larghi.


I telai a navetta rimasero lo standard del settore fino all’impennata della domanda di denim durante il boom economico. Di conseguenza, il denim cimosato è diventato piuttosto raro nel settore, poiché i telai a navetta furono ampiamente sostituiti da macchinari più efficienti, che modificarono il processo di tessitura del denim. I tessuti cimosati sono però fortemente ricercati dagli appassionati di denim perché incarnano la tradizione e l’autenticità.




La moderna produzione di denim


I telai a tutta altezza, tipicamente a proiettile, a pinza o ad aria, furono introdotti per accelerare il processo di tessitura del denim e realizzare tessuti più grandi e più uniformi per la produzione di massa di jeans standardizzati. Da Candiani, utilizziamo soltanto i telai a proiettile, oltre ai telai a navetta vintage che preservano la tradizione del denim cimosato.


Anche su questo tipo di telai vengono posizionati i fili in ordito, mentre piccoli e numerosi proiettili afferrano l’estremità del filato in trama e lo spingono attraverso l’ordito. Una volta che il proiettile raggiunge il lato opposto, lascia il filo e cade su un nastro trasportatore per essere riportato al punto di partenza, mentre un altro viene spinto attraverso il telaio. Dato che il proiettile non ritrasporta il filato, la trama viene tagliata al bordo del tessuto, lasciandolo sfilacciato e non finito.


Nonostante i telai a navetta siano spesso associati alla produzione di tessuti di qualità superiore, ciò non è del tutto vero. La qualità non è legata soltanto al tipo di telaio, ma dipende da tutto il processo produttivo, a partire dalla varietà di cotone impiegata. Il falso mito che i telai a tutta altezza siano inferiori nasce dalla loro introduzione con la produzione di massa, che privilegiava i volumi elevati rispetto ai tessuti pregiati. Quando i blue jeans furono creati alla fine del XIX secolo, i telai a navetta venivano utilizzati per produrre tessuti da lavoro. Negli ultimi decenni, il denim cimosato è diventato un prodotto di nicchia, perché i telai a navetta non vengono più prodotti; ultimamente, sta però vivendo una riscoperta guidata dal rinnovato interesse per l’abbigliamento heritage.


Innovazione di tessuto


Dal punto di vista del design, l’innovazione tessile nel processo di tessitura del denim può riguardare diversi elementi, come la costruzione, il colore e la densità. La costruzione più tradizionale del denim è il twill right-hand 3x1. Questo significa che le linee diagonali sul fronte del tessuto si dirigono verso destra, con tre filati in ordito per ogni filo in trama. Altre costruzioni si sono però diffuse: il twill 2x1 per i tessuti leggeri, il broken twill, con il suo motivo a zigzag, e il twill left-hand, tipicamente per i tessuti più morbidi.


Anche il colore della trama è essenziale per determinare l’aspetto del tessuto. L’écru è la scelta più convenzionale, ma i tessuti monocromatici a trama scura sono popolari, in particolare per i capi ispirati all’abbigliamento da lavoro. Per un’estetica vintage, si possono usare i filati beige o melange , mentre quelli riciclati conferiscono al denim una caratteristica trama indaco-grigiastra.


Inoltre, il denim può presentare una costruzione aperta o più compatta a seconda della densità di tessitura. La struttura aperta aiuta a ottenere un aspetto vintage e ad accentuare il carattere del denim, mentre quella compatta produce tessuti più uniformi.


Infine, l’innovazione tessile deve tenere conto dell’impatto ambientale del processo produttivo. Nel reparto di tessitura, ciò riguarda principalmente l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni, con tecnologie in continua evoluzione per migliorare i risparmi energetici e ridurre i consumi. Da Candiani, abbiamo sostituito i vecchi motori nel 2014 e i telai a pinza con telai a proiettile più efficienti nel 2016.



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