Rendere il denim arte è una delle nostre passioni! Per generazioni, gli artisti hanno trasformato questo amato tessuto in tela per dare vita a idee, sentimenti e creatività tramite diverse espressioni artistiche. Il denim non è solo un materiale; è un mezzo dinamico, che ci permette di esplorare e di esprimere in modo audace cultura, moda e identità. La nostra collaborazione con Jonathan Mannion è un esempio calzante di questa vibrante fusione, e non vediamo l’ora di condividere questa esperienza!
L’inaspettato potenziale artistico del denim
L’uso del denim nell’arte ha radici antiche. Mentre la versione moderna del denim ha un’origine relativamente recente, dei tessuti con simili caratteristiche e tinti indaco sono stati utilizzati per secoli. Un esempio eccellente di questo precoce uso dei precursori del denim nell’arte è rappresentato dai Teli della Passione di Genova, realizzati tra i secoli XVI e XVII. Queste tele presentano uno sfondo blu creato con l’indaco, che dimostra una prima applicazione dei tessuti tinti indaco nelle opere artistiche. Nello specifico, Teramo Piaggio e altri pittori genovesi dipinsero su queste tele alcune scene della Passione di Cristo. Oggi, le quattordici tele sono esposte al Museo diocesano di Genova.
Anche l’anonimo pittore italiano conosciuto come il Maestro della tela jeans è stato attivo nel XVII secolo. Questo artista era solito ritrarre nelle sue opere contadini con abiti blu simili al denim, che mostravano segni di sbiadimento simili a quelli dei moderni jeans. Questa scoperta enfatizza la presenza, in passato, di tessuti tipo denim nell’abbigliamento quotidiano e della loro rappresentazione artistica. Inoltre, le statuette del presepe vestite con fustagno genovese, il vero predecessore del denim contemporaneo, risalgono alla seconda metà del XVIII secolo e rappresentano principalmente pastori e mendicanti.
Il fustagno genovese e, successivamente, il denim sono stati a lungo associati ai lavoratori, a iniziare dai marinai di Genova. Questi tessuti erano durevoli, resistenti e venduti a un prezzo accessibile. Fu, però, tra il XIX e il XX secolo che il denim emerse come potente simbolo della classe lavoratrice. Questa connessione al lavoro e all’industria ha influenzato la sua immagine nell’arte, spesso accostata a resistenza, autenticità e i sacrifici quotidiani dei lavoratori.
Negli ultimi decenni, il denim si è evoluto in uno strumento versatile per gli artisti contemporanei, tra cui Ian Berry, Jeroen De Boer e Deniz. Questi artisti hanno spinto i limiti dell’arte in denim, creando opere intricate, che fanno riflettere e sfidano le nozioni tradizionali di arte e materiali.
La storia del denim nell’arte riflette la sua evoluzione nel settore della moda, che lo ha trasformato da tessuto funzionale a simbolo di identità culturale ed espressione artistica. Dal primitivo uso di tessuti tinti indaco nell’arte religiosa alle ricerche contemporanee del potenziale del denim, questo materiale continua a ispirare e attrarre sia gli artisti che i designer in tutto il mondo.
Trasformare il denim in arte
Il denim è stato spesso usato nell’arte durante i secoli grazie alle sue caratteristiche distintive di:
- unicità: il denim, con la sua struttura robusta e la sua ricca storia, rappresenta per gli artisti uno strumento unico per sperimentare. La sua durabilità permette di esplorare tecniche come il ricamo, il candeggio e anche i tagli o le bruciature per creare diversi livelli in pezzi tridimensionali
- simbolismo culturale: la presenza diffusa del denim nella moda e nella cultura lo rende un materiale familiare e accessibile. Spesso, simboleggia ribellione, individualità e resistenza, aggiungendo alle opere un significato culturale
- profondità del tessuto: al contrario delle tele tradizionali, il denim aggiunge una dimensione extra alle opere d’arte con struttura, scolorimento ed effetti di usura. Questi cambiamenti naturali possono creare interesse visuale e profondità in un pezzo
- espressione artistica: che sia tramite intricate cuciture, vivaci pitture o decostruzioni radicali, il denim offre infinite possibilità per le espressioni artistiche. Molti artisti e designer usano il denim per riflettere storie personali, emozioni o movimenti sociali
- versatilità: l’espressione artistica include disegni dipinti a mano, ricami, patchwork e anche la combinazione di mezzi diversi. La superficie del denim permette di creare dettagli intricati, colori vivaci e un livello di creatività che lo trasforma da un materiale funzionale a un pezzo di arte unico
- sostenibilità: riqualificando vecchi jeans e scarti di denim, gli artisti contribuiscono a un futuro più sostenibile
Negli ultimi anni, abbiamo collaborato con numerosi artisti, in modo che essi potessero esprimere la propria creatività tramite il nostro denim. Una tra le collaborazioni più rilevanti ha coinvolto il fotografo Jonathan Mannion e il brand statunitense di streetwear Prps, in cui le fotografie di Mannion sono state laserate sui nostri tessuti denim. Questa collaborazione celebra l’influenza culturale di Mannion e la dedizione di Candiani per l’artigianato e l’innovazione nella produzione del denim.
L’esperienza dell’esposizione
La collaborazione con Jonathan Mannion è stata presentata il 4 dicembre 2019 a Miami, durante l’annuale fiera d’arte Art Basel. Il fotografo ha cercato di andare oltre il tradizionale mondo digitale e bidimensionale e creare opere d’arte fisiche e tangibili. Il suo obiettivo era quello di offrire un’opportunità per riunire il pubblico e fargli vivere un’esperienza che potesse non solo vedere, ma anche toccare e sentire.
L’esposizione presso TheArsenale riguardava tessuti denim laserati da Jeanologia con tecnologie tessili a basso impatto, che riprendevano alcune delle fotografie più iconiche di Mannion. Questi pezzi sono stati trasformati in una collezione di capi in denim in edizione limitata, che combina elementi artistici, cultura street, lusso e artigianato.
“Questa non è la solita mostra. Il progetto è incentrato sulla semplicità dell’usare il denim come tela e questo porta il lavoro di Mannion in una dimensione e in un contesto totalmente differenti. Grazie all’arte, stiamo elevando il denim e sia Candiani che Prps credono che esso non vada trattato come un bene di massa, che ogni paio di jeans sia un’opera d’arte,” ha commentato Alberto Candiani, presidente di Candiani.
La collaborazione tra Jonathan Mannion e Candiani mostra l’approccio condiviso per integrità artistica e sostenibilità. Combinando l’impatto dello storytelling visuale di Mannion e la dedizione di Candiani per la produzione responsabile di denim, questa collaborazione evidenzia come moda, arte e sostenibilità possono essere unite in modo innovativo e significativo. La collezione è una testimonianza delle possibilità creative che nascono quando i campi di fotografia e moda si intersecano per un determinato fine.

Jonathan Mannion
Jonathan Mannion è un celebre fotografo statunitense, conosciuto principalmente per i suoi ritratti iconici di musicisti, atleti e celebrità, soprattutto nei settori dell’hip hop e dell’intrattenimento. Il suo successo deriva dalla capacità di catturare l’essenza della cultura hip hop dagli anni ‘90 a oggi, e le sue fotografie hanno ricoperto un ruolo significativo nel plasmare l’identità visuale del genere. Mannion ha lavorato con personaggi influenti, come Jay-Z, Eminem, Dr. Dre, Nas, Missy Elliott e Lil Wayne, definendo in modo efficace l’estetica visuale dell’hip hop.
Oltre ai ritratti, Mannion ha realizzato copertine memorabili e immagini promozionali per alcuni dei più leggendari album hip hop, tra cui Reasonable Doubt di Jay-Z e 2001 di Dr. Dre. Queste copertine sono diventati simboli iconici nel mondo della musica. La sua fotografia viene spesso apprezzata per la sua intensa qualità cinematica e la sua abilità di trasmettere l’essenza dell’immagine pubblica di ogni artista.
Il lavoro di Jonathan Mannion va, però, oltre l’hip hop, raggiungendo diversi aspetti della cultura pop, tra cui la moda, lo sport e l’intrattenimento. Le sue fotografie di atleti come LeBron James e Kobe Bryant mostrano la sua versatilità come fotografo, catturando momenti di forza, vulnerabilità e dinamismo. Prima di guadagnare fama nel mondo della fotografia, Mannion lavorava come fotografo sul set di video, dove ha iniziato a raffinare la sua arte.
Mannion è conosciuto per il suo stile pulito e con grandi contrasti, che spesso utilizza un’illuminazione forte ed enfatizza l’espressione del soggetto. La sua abilità di catturare l’animo e l’aura dei suoi soggetti rende i suoi ritratti tra i più memorabili e riconoscibili nella fotografia di celebrità. Nel corso degli anni, il lavoro di Mannion è stato celebrato con mostre, libri e documentari. Rimane uno dei fotografi più influenti nei settori di musica e intrattenimento, in particolare per il suo contributo nel documentare l’evoluzione artistica e culturale dell’hip hop.
