Prodotti

Il denim elasticizzato spiegato bene

.
Share on Email Share on Facebook Share on Twitter

Il denim elastico venne introdotto nel settore del denim alla fine degli anni Settanta e divenne subito un must-have per le donne di tutto il mondo nel decennio successivo. Da allora, i tessuti denim elasticizzati occupano una quota di mercato significativa grazie ai loro numerosi vantaggi. Questi tessuti permettono di creare silhouette aderenti e design femminili che valorizzano la forma del corpo, pur offrendo comfort fin dal primo giorno. La loro versatilità consente un’ampia varietà di modelli per fisicità e stili diversi. Scopriamo questi tessuti più nel dettaglio.


Come funziona il denim elastico


Prima dell’introduzione dell’elastan nel settore, il denim era esclusivamente rigido. Nonostante questo termine possa avere una connotazione negativa, suggerendo scomodità e inflessibilità, si riferisce semplicemente ai tessuti privi di fibre elastiche e tipicamente realizzati interamente in cotone.


Nel denim elasticizzato, l’elastan solitamente costituisce il nucleo del filato, attorno al quale il cotone viene avvolto. Sebbene il cotone abbia una leggera elasticità naturale, è generalmente insufficiente per realizzare i modelli slim o skinny. Per questo il successo del denim elastico è sempre stato ampiamente guidato dal pubblico femminile. I dati indicano che il denim elastico rappresenta ancora oggi circa l’80% dei jeans da donna.


La maggior parte dei tessuti denim elasticizzati contiene tra l’1% e il 5% di elastan e tra il 95% e il 99% di cotone. A seconda della loro elasticità, questi tessuti possono essere classificati come comfort-stretch, stretch o super-stretch, a dimostrazione della loro versatilità. I tessuti comfort-stretch offrono tipicamente circa il 20% di elasticità, più del doppio rispetto all’elasticità naturale del cotone. Sono popolari per realizzare capi sia comodi sia morbidi e sono diffusi anche nell’abbigliamento maschile. I tessuti elastici hanno un’elasticità di circa il 30%, mentre i tessuti power o super-stretch offrono il livello più elevato di elasticità nel settore. Questi sono ideali per gli stili più aderenti e vengono utilizzati principalmente nei jeans da donna.


L’elastan nel denim


L’elastan, noto anche come Lycra o spandex, è una fibra sintetica ottenuta dal poliuretano. Viene ampiamente utilizzato nel settore della moda per le sue proprietà elastiche. L’elastan è spesso mescolato ad altre fibre per i capi aderenti che richiedono flessibilità e comfort, poiché può allungarsi fino a cinque volte la sua lunghezza originaria e tornare facilmente alla forma originale senza perdere elasticità.


L’elastan venne introdotto nel settore del denim negli anni Settanta per realizzare jeans aderenti e comodi per soddisfare il pubblico femminile, nonostante le sue origini fossero precedenti. Il poliuretano venne sviluppato da Otto Bayer nel 1937 come alternativa sintetica alla gomma, necessaria per il riarmo della Germania ma dipendente dalle importazioni. La prima fibra tessile di poliuretano fu prodotta nel 1951 da W. Brenschede, ma fu la multinazionale statunitense DuPont a investire in modo massiccio nello stesso decennio per sviluppare una fibra elastica. Questo sforzo si tradusse nel lancio sul mercato, nel 1962, della prima vera fibra tessile a base di poliuretano, con il marchio commerciale Lycra.


Peter Golding ed Elio Fiorucci furono tra i primi designer del denim a cogliere il potenziale del nuovo materiale. In precedenza, i jeans avevano un design standard: cinque tasche, tessuto crudo in 100% cotone, vita medio-alta e vestibilità dritta. L’introduzione dell’elastan, però, consentì la nascita di una gamma di modelli e di un mercato completamente nuovi. Nel 1978, Golding lanciò i primi jeans elasticizzati nel suo negozio di Chelsea, Londra, frequentato abitualmente da famosi trendsetter come Twiggy, Bianca Jagger, Rod Stewart e David Bowie. Nello stesso periodo, Fiorucci fu ispirato a creare jeans aderenti dopo aver visto alcune ragazze uscire dall’acqua a Ibiza indossando jeans a zampa bagnati che aderivano perfettamente ai loro corpi. Collaborò con il modellista Mauro Morelli per regolare l’altezza del cavallo e utilizzò il denim elastico, dando vita a un nuovo stile di jeans. Questi modelli divennero rapidamente un must-have per le donne degli anni Ottanta, dando il via a una nuova era per i jeans.




Comfort vs durabilità


Il denim elasticizzato offre due vantaggi principali: un comfort elevato fin dal primo giorno e una vestibilità aderente che dura nel tempo. Mentre il denim rigido spesso richiede tempo per lasciarsi andare e si modella gradualmente sulle forme di chi lo indossa, il denim elastico è generalmente più soffice e confortevole fin dal primo utilizzo, offrendo fin da subito una libertà di movimento superiore.


Inoltre, il denim elasticizzato è apprezzato per la capacità di mantenere la forma nel tempo e di ritrovarla facilmente dopo l’uso e il lavaggio. È comunque importante sottolineare che le fibre sintetiche sono spesso più deboli rispetto ai materiali naturali come il cotone e possono rompersi più rapidamente se di bassa qualità, il che potrebbe portare i capi a sformarsi. Di conseguenza, investire nel denim elastico di alta qualità è cruciale per la durabilità e la conservazione della forma, anche dopo diversi utilizzi e lavaggi. Scegliere un denim elastico e resistente è anche una decisione consapevole per l’ambiente, considerando l’impatto delle fibre sintetiche sul pianeta.


Le tecnologie stretch sostenibili


Nonostante l’elastan e gli altri materiali sintetici dominino il mercato dell’abbigliamento, poiché secondo l’United Nations Environment Programme (UNEP) circa il 60% dei capi contiene queste fibre, le preoccupazioni ambientali a esse legate sono rilevanti.


Il processo di produzione dell’elastan richiede una grande quantità di energia e di sostanze chimiche. Il principale problema, però, è che può rimanere nell’ambiente per secoli. I capi buttati spesso finiscono nelle discariche e in aree abbandonate, dove rilasciano sostanze chimiche tossiche durante la decomposizione. Hai mai visto le immagini delle montagne di vestiti lasciati nel deserto di Atacama o sulle spiagge del Ghana? Questa è la realtà. In più, l’elastan è comunemente miscelato con altri materiali e tali miscele risultano difficili da riciclare con le tecnologie attuali. Secondo i dati diffusi anche dalle fonti ufficiali dell’Unione europea, solo l’1% dei materiali presenti nell’abbigliamento viene riciclato per produrre nuovi tessuti.


Inoltre, l’elastan può rilasciare microplastiche durante l’uso e il lavaggio. L’UNEP stima che circa il 9% delle microplastiche rinvenute negli oceani ogni anno provenga dalle microfibre rilasciate dai prodotti tessili.


Per mitigare l’impatto ambientale dei tessuti denim elastici, il settore sta sviluppando alternative che includono elastomeri riciclati dalle rimanenze di elastan e fibre elastiche di origine vegetale. Entrambi i metodi promuovono i modelli di economia circolare con l’obiettivo di riutilizzare i materiali il più possibile prima di buttarli o restituirli alla natura, senza impatti ambientali negativi.



Potrebbe interessarti anche