Custom

Come riconoscere il denim di alta qualità durante l’acquisto

.
Share on Email Share on Facebook Share on Twitter

Se stai cercando un denim di alta qualità, ci sono diversi fattori da considerare, dalla lunghezza delle fibre di cotone alle cuciture, che devono essere flessibili ma durevoli. Il tessuto jeans di qualità è la nostra specialità e vogliamo condividere alcuni consigli! Se vuoi saperne di più, dai un’occhiata alla nostra guida ai jeans premium per scoprire come riconoscere i migliori per il tuo guardaroba.


Densità del tessuto


La densità del tessuto indica il numero di filati per pollice quadrato. I tessuti compatti tendono a essere più uniformi, con il bianco della trama quasi invisibile sul fronte. Queste tessiture fitte sono spesso utilizzate per i tessuti più pesanti e rigidi. Al contrario, le costruzioni aperte enfatizzano il contrasto tra l’ordito tinto con l’indaco e la trama bianca, facendola risaltare rispetto al blu dei fili prevalenti.


Molte persone credono che i tessuti compatti siano, per loro natura, più resistenti e di qualità superiore, ma non è del tutto vero. Oggi che il denim è principalmente indossato come capo casual, la densità del tessuto influisce in modo significativo sulla sensazione del materiale sulla pelle, su come si lascia andare nel corso del tempo e su come invecchia naturalmente con l’uso. La qualità complessiva del denim è influenzata da diversi fattori, che vanno combinati per creare un prodotto premium, a partire dalla qualità del cotone. La scelta della densità del tessuto è quindi soprattutto una questione di gusti.



Tessitura compatta.



Tessitura aperta.


Qualità delle cuciture


Le cuciture del denim devono essere resistenti, flessibili e pulite per garantire una confezione di alta qualità. Il denim è generalmente più pesante rispetto ad altri tessuti, il che rende particolarmente importante la resistenza delle sue cuciture per la durabilità. Nonostante possa sembrare intrigante utilizzare fili di cotone, poiché sono naturali e biodegradabili, spesso risultano troppo deboli per il denim tradizionale. Invece, i fili realizzati con materiali riciclati, come il poliestere, riducono comunque l’impatto ambientale, ma migliorano anche la durabilità e possono essere separati e riciclati nuovamente alla fine del ciclo di vita dei jeans.


Una tecnica che vale la pena menzionare nel settore del denim è il punto a catenella, spesso utilizzato per i jeans di alta qualità. Questo metodo impiega un unico filo che si ripiega su sé stesso e, di conseguenza, non richiede l’uso di un filo di spolina. Il risultato è una maggiore elasticità, che lo rende una scelta ideale per aree come la cintura e gli orli. Può essere utile anche contare i punti per centimetro, in particolare nei punti più sollecitati, per garantire flessibilità e prevenire la rottura del tessuto.


Un’altra cucitura importante è l’incastro, che unisce due strati di tessuto con una doppia linea di cucitura. Questa tecnica migliora la durabilità, così che i jeans possano resistere ai movimenti e all’uso. Per un aspetto sofisticato, l’incastro deve essere pulito sia all’interno sia all’esterno, per evitare sfilacciamenti, garantire che la cucitura rimanga piatta sulla pelle, evitando gli sfregamenti, e mantenere il look classico del denim.


Infine, i bindelli, che possono essere adesivi o meno, svolgono un ruolo centrale nel rinforzare alcune aree di un capo durante la confezione. Nel denim, gli adesivi vengono spesso posizionati in punti come la cintura per evitare che il tessuto si sfilacci, in particolare intorno alle asole, e per ridurre la probabilità che si restringa durante il lavaggio.




Consistenza della tintura


La costruzione più comune nel denim è il right-hand twill 3x1. Questo significa che ci sono tre fili di ordito per ogni filo di trama sul fronte per creare il caratteristico motivo diagonale che corre dall’angolo in basso a sinistra a quello in alto a destra. Di norma, l’ordito viene tinto con l’indaco, mentre la trama rimane del colore naturale del cotone.


Ci sono due metodi principali per tingere il denim: la tintura a corda e la tintura a nastro. La tintura a corda prevede la torsione e il raggruppamento dei filati. La tintura a nastro, invece, li dispone piatti, facendoli passare attraverso diversi bagni di tintura prima che vengano imbozzimati e arrotolati per la tessitura.


Il modo in cui la tintura si presenta sul denim è influenzato anche dal metodo di filatura adottato. Nonostante sia più costosa e richieda più lavoro, la filatura ring produce filati più soffici e resistenti, con una texture unica e irregolare che contribuisce all’aspetto autentico del denim, in particolare nel modo in cui l’indaco sbiadisce nel tempo. Al contrario, la filatura open-end è più economica e semplifica il processo produttivo. Questo metodo produce tipicamente filati più spessi e uniformi, che assorbono l’indaco in modo diverso. Il sistema open-end ha però caratterizzato l’estetica del denim degli anni Ottanta e tende a tornare di moda ciclicamente.


Parlando nello specifico dell’indaco, esistono opzioni naturali e sintetiche. L’indaco sintetico può essere solido o preridotto. Il secondo è generalmente più costoso, ma richiede meno sostanze chimiche per legarsi al cotone, il che lo rende una scelta più rispettosa dell’ambiente. Nonostante il processo di tintura rimanga lo stesso a prescindere dalla tipologia, i risultati possono variare. L’indaco sintetico produce solitamente una tonalità più profonda e più consistente ed è quindi adatto alle produzioni industriali. L’indaco naturale, invece, offre un colore unico e vibrante, ma meno prevedibile, risultando ideale per il denim artigianale o in edizione limitata. La coltivazione di indaco naturale su larga scala richiederebbe inoltre troppi terreni.



Filatura ring.



Filatura open-end.


Composizione del tessuto


Il cotone è l’ingrediente principale nel denim e la qualità della sua fibra spesso dipende dalla lunghezza. Le fibre più lunghe indicano generalmente una qualità superiore. Oggi c’è inoltre un’enfasi crescente sulle fibre che mirano a massimizzare i benefici ambientali e sociali rispetto al cotone tradizionale. Il cotone organico è una delle alternative più note; il suo obiettivo è migliorare la salute del suolo, eliminare le sostanze chimiche nocive e promuovere i diritti umani in tutta la filiera.


Anche il cotone rigenerativo sta guadagnando popolarità; si concentra sull’adozione di pratiche agricole adattate ai climi e alle condizioni del suolo. Questo approccio mira a ristabilire la salute del suolo e la biodiversità attraverso metodi come la riduzione dell’aratura, le colture di copertura e l’uso limitato di sostanze chimiche. È necessario sottolineare che queste tecniche non sono in competizione tra loro, ma possono essere complementari per ampliare i loro effetti positivi. Inoltre, l’adozione di determinate pratiche agricole non altera in modo significativo né la qualità del cotone né la sua mano. Questo significa che sia le tecniche organiche sia quelle rigenerative possono essere applicate a diversi tipi di cotone. Scegliere il denim realizzato con queste fibre a impatto ridotto è cruciale per assicurarsi che il cotone utilizzato sia stato coltivato con cura per il pianeta. Comunque, i terreni in salute generano tipicamente piante più sane e di qualità superiore, e rappresentano quindi una considerazione importante quando scegliamo cosa indossare.


Il cotone rimane la spina dorsale della produzione di denim, ma una grande parte dei tessuti denim incorpora oggi fibre elastiche, spesso in elastan. Queste fibre sintetiche sono solitamente meno resistenti dei materiali naturali come il cotone e possono rompersi facilmente se di scarsa qualità, portando i capi a sformarsi. Quindi, è importante investire nel denim elasticizzato di alta qualità per garantire durabilità e mantenimento della forma, anche dopo numerosi utilizzi e lavaggi. Una scelta attenta del denim elastico si allinea anche con l’attenzione all’ambiente, in particolare per l’impatto delle fibre sintetiche sul pianeta. Per questo, il settore sta sviluppando alternative a impatto ridotto, come l’elastan riciclato o le fibre elasticizzate biodegradabili e compostabili. Inoltre, anche le miscele di fibre, come lino e cotone, canapa e cotone e lana e cotone, stanno prendendo piede, offrendo ulteriori benefici rispetto al denim tradizionale 100% in cotone.


Vogliamo ricordare ancora che la qualità del denim premium non è determinata da un solo fattore, ma è il risultato della combinazione di diversi aspetti. Nonostante le materie prime siano fondamentali per la qualità del tessuto, anche le tecniche produttive svolgono un ruolo chiave. Per questo possiamo creare denim di alta qualità con fibre riciclate e tessuti elasticizzati resistenti, trattati per essere durevoli.



Potrebbe interessarti anche