Trasparenza

Cosa rende il denim premium

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Il settore del denim premium prese piede negli anni Ottanta, quando i jeans entrarono nell’alta moda. In origine, “premium” indicava il denim realizzato con materiali di alta qualità, che poteva vantare prestazioni superiori e un look autentico. Oggi, però, ci sono più fattori da considerare quando si cerca un denim premium.


La qualità del cotone


Il cotone è l’ingrediente principale nella produzione del denim. La qualità della fibra dipende ampiamente dalla sua lunghezza: le fibre più lunghe sono tipicamente associate a tessuti di qualità superiore, come quelli delle camicie e degli abiti, che risultano soffici e raffinati. Il settore del denim impiega invece principalmente fibre più corte, meno costose ma comunque adatte a tessuti spessi e resistenti per l’abbigliamento da lavoro. Il cotone Upland, noto per la sua robustezza e il prezzo accessibile, è diventato una scelta popolare.


Con l’evoluzione del denim in un prodotto premium, anche il cotone a fibra lunga ed extra-lunga è entrato nel mercato, contribuendo alla produzione di denim di alta qualità. Il termine “premium” si riferisce al prezzo che i consumatori sono disposti a pagare per prodotti di qualità superiore rispetto ad altri, ma non implica necessariamente che si tratti di articoli di lusso.


Oggi, c’è una crescente attenzione alle fibre preferibili, che offrono maggiori benefici ambientali e sociali rispetto alle opzioni tradizionali. Secondo Textile Exchange, queste fibre rappresentano ora circa il 34% del mercato globale del cotone. Il cotone organico è forse la scelta più conosciuta tra queste alternative e mira a migliorare la salute del suolo, a eliminare le sostanze chimiche pericolose e a salvaguardare i diritti umani lungo l’intera filiera. Al contempo, il cotone rigenerativo si sta diffondendo, poiché privilegia l’adattamento delle pratiche agricole alle specifiche condizioni climatiche e del suolo. Il suo scopo è migliorare la salute dei terreni e la biodiversità grazie a tecniche quali la riduzione delle arature meccaniche, le colture di copertura e l’uso limitato di sostanze chimiche. È importante sottolineare che questi approcci differenti non sono in competizione tra loro, ma possono essere complementari per massimizzare l’impatto positivo.


Vale la pena notare che le tecniche agricole adottate non incidono necessariamente né sulla qualità del cotone né sulla sua mano. Questo significa che le pratiche organiche o rigenerative possono essere applicate a diversi tipi di cotone, tra cui l’Upland e quello a fibra extra lunga. Scegliere un denim realizzato con fibre preferibili è però essenziale per essere certi che il cotone che indossiamo sia stato coltivato con cura per il nostro pianeta. Inoltre, i terreni in salute tendono a produrre piante più sane e di qualità superiore, e dobbiamo tenerlo a mente quando scegliamo cosa indossare.




La densità della tessitura


La densità della tessitura di un tessuto indica il numero di filati per pollice. Le costruzioni compatte producono tipicamente tessuti più uniformi, quasi monocromatici, in cui la trama è quasi invisibile sul fronte. Al contrario, una tessitura più aperta enfatizza la trama, tipicamente lasciata nel suo colore naturale, facendola risaltare sul blu dell’ordito. Le costruzioni più dense sono generalmente impiegate per i tessuti più pesanti e rigidi, rendendoli più robusti e resistenti allo sformarsi. Queste caratteristiche influenzano il modo in cui il denim si presenta sulla pelle, come si lascia andare con il tempo e come scolorisce con l’uso, fino a sviluppare un aspetto vintage.


Le costruzioni più compatte sono spesso associate alla durabilità e al mantenimento della forma, il che suggerisce un tessuto denim premium, ma non è del tutto corretto. Storicamente, il peso del denim era cruciale nell’abbigliamento da lavoro, poiché un tessuto durevole era necessario per resistere a un elevato grado di usura. Oggi il denim viene principalmente utilizzato nel tempo libero, il che gli consente di durare più a lungo, poiché è tipicamente sottoposto a meno stress, a prescindere dal suo peso.


È inoltre importante sottolineare che il metodo di tessitura non è necessariamente correlato alla qualità. Molti pensano erroneamente che il denim cimosato sia sempre un tessuto di qualità superiore. Questo deriva dal fatto che il denim cimosato è prodotto con i telai a navetta, che costituivano lo standard del settore prima dell’avvento della produzione di massa. Questi macchinari sono ora rari e fuori produzione. Questa scarsità genera naturalmente la percezione di un valore più elevato. Inoltre, il denim cimosato è tipicamente largo soltanto ottanta centimetri, la metà rispetto a quello standard. Di conseguenza, servono fino a tre metri di tessuto cimosato per un paio di jeans, il che aumenta il costo.


I telai a navetta vennero sostituiti dai più efficienti telai a tutta altezza dopo la Seconda guerra mondiale, che possono produrre maggiori quantità di tessuto più rapidamente, portando il denim cimosato a essere spesso riservato a piccole collezioni. È però essenziale ricordare che la qualità è influenzata da diversi fattori, come analizziamo in questo articolo. È comunque vero che il denim cimosato spesso riflette un impegno per l’artigianalità, poiché solo poche tessiture continuano a tessere in questo modo tradizionale, con grande cura nel preservarne i valori. Inoltre, i telai a navetta lavorano più lentamente, portando a una tecnica di tessitura più delicata che influenza la mano e l’estetica complessiva del tessuto, creando spesso un aspetto più mosso e una costruzione più aperta.




Le tecniche di tintura


Il denim premium combina tipicamente tre elementi chiave: materiali di alta qualità, prestazioni superiori ed estetiche autentiche. Tradizionalmente, i filati in ordito vengono tinti con l’indaco, mentre quelli in trama vengono lasciati nel colore naturale del cotone; questo aspetto è ancora il più popolare nel denim. La costruzione più diffusa è il right-hand twill 3x1, che significa che ci sono tre fili di ordito per ogni filo di trama sul fronte. Il loro intreccio crea una distintiva andatura diagonale dalla parte inferiore sinistra a quella superiore destra. Oggi esistono molti modi per ottenere look diversi grazie a una varietà di colori e di costruzioni.


Esistono due metodi principali per tingere: la tintura a corda e quella a nastro. La prima tipologia torce e raggruppa i filati, mentre la tintura a nastro li stende per formare una sorta di foglio e li passa in diverse vasche prima di imbozzimarli e arrotolarli per la tessitura.


Anche il sistema di filatura influisce sulle prestazioni del colore. La filatura ring, nonostante sia più costosa e più lunga, produce filati più soffici e resistenti, con una superficie unica e irregolare. Questo fattore contribuisce all’aspetto autentico del denim, in particolare quando l’indaco scolorisce. Al contrario, il sistema open-end è più economico e richiede meno passaggi, producendo un filato più spesso e uniforme, che tende ad assorbire l’indaco in modo diverso.


Oltre agli elementi tradizionali, la sostenibilità è emersa come quarto componente chiave nella determinazione della qualità del denim. Nel processo di tintura è particolarmente importante, poiché la produzione tessile globale è responsabile di circa il 20% dell’inquinamento delle acque pulite, secondo il Parlamento europeo, e la tintoria è uno dei passaggi con il più elevato consumo di acqua e di sostanze chimiche.




Il finissaggio del tessuto


I processi di finissaggio del denim sono fasi importanti per stabilizzare il tessuto e migliorare l’estetica, la mano e le prestazioni complessive. Se la seconda tipologia di trattamenti potrebbe variare a seconda del tipo di denim, quelli per la stabilità sono una parte comune della produzione. Questi sono i più comuni:


Dopo che i capi in denim vengono tagliati e cuciti, spesso vengono ulteriormente trattati per ottenere un aspetto o una mano specifici. Questo distingue il denim dalla maggior parte degli altri tessuti, che vengono generalmente confezionati nel loro colore definitivo.


I trattamenti più comuni mirano a replicare l’estetica vintage e invecchiata che il denim puro acquisisce con l’uso regolare. Per esempio, i jeans vengono spesso scoloriti nelle aree più soggette all’usura per creare un aspetto vissuto, ammorbidendo il tessuto fin dall’inizio. Tradizionalmente, questo processo comprende lavaggi e abrasioni, ma oggi i trattamenti laser sono spesso impiegati come alternativa più sicura rispetto a quelli manuali.


Vale, infine, la pena notare che la sostenibilità è diventata cruciale in questi processi di finissaggio, che richiedono un’attenta gestione delle risorse, come l’acqua e le sostanze chimiche.



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