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Denim elasticizzato vs rigido: pro, contro e utilizzo

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L’universo del denim si suddivide spesso in due mondi: quello elasticizzato e quello rigido. Ma cosa significano davvero questi termini? Ecco una semplice guida per capire il comportamento di ogni tessuto, perché è stato creato e come scegliere quello giusto per te.


Cosa significano “elasticizzato” e “rigido” nel mondo del denim?


Il denim moderno nacque come tessuto da lavoro robusto, interamente in cotone, per coniugare durabilità e comodità. Nel suo primo secolo di vita venivano realizzati soltanto jeans rigidi, simili a quelli brevettati da Jacob Davis e Levi Strauss nel 1873. Poi arrivò un punto di svolta: l’elastan. Questo materiale rivoluzionò il settore del denim, permettendo ai produttori di creare jeans più aderenti, che valorizzassero le forme ma fossero confortevoli.


L’elastan, conosciuto anche come Lycra o Spandex, è una fibra sintetica nota per la sua elasticità: può espandersi fino a cinque volte la sua lunghezza originale e tornare alla forma originaria. Viene ampiamente utilizzato nell’abbigliamento, dai costumi da bagno ai jeans, ed è spesso miscelato ad altre fibre per rendere i capi più confortevoli e migliorarne la vestibilità.


L’elastan venne inventato nel 1958 da un chimico della DuPont, Joseph Shivers, come alternativa resistente e durevole alla gomma, ma scosse il mondo del denim soltanto vent’anni più tardi. Decollò però negli anni Ottanta, diventando sinonimo di vestiti attillati e altamente performanti nel settore della moda. Il denim elastico contribuì inoltre ad avviare il mercato del denim premium, rendendo i jeans stretch capi di lusso alla moda, in particolare per le donne.




Pro e contro


Non esiste una scelta giusta tra il denim elasticizzato e quello rigido: dipende da ciò che ti piace di più. Entrambi i tessuti hanno vantaggi e svantaggi, quindi ciò che funziona per una persona potrebbe non essere la soluzione giusta per un’altra.


Il denim elastico


Tutti i tipi di denim elasticizzato convenzionali contengono elastan, ma il grado di elasticità può variare notevolmente. Il denim comfort-stretch può tipicamente allungarsi fino al 20%, il che è già molto di più rispetto al semplice cotone. Questo lo rende un’ottima scelta per le vestibilità slim, così come per gli stili regular e a gamba larga. Dall’altro lato, esiste anche il power- o super-stretch denim, con un livello di elasticità superiore al 30%, che lo rende perfetto per i modelli molto aderenti, come i jeans skinny, ed è diffuso principalmente nell’abbigliamento femminile.


Tutti i denim elastici hanno alcuni benefici comuni:


Ma ci sono anche alcuni aspetti negativi da tenere in considerazione. Le fibre elasticizzate nel denim stretch sono tipicamente più deboli del cotone e possono quindi sformarsi e deformare il tessuto, facendolo cedere nel tempo. Inoltre, ci sono gli svantaggi ambientali dell’elastan. La sua produzione richiede grandi quantità di energia e sostanze chimiche, ma il vero problema è che l’elastan non è biodegradabile e, di conseguenza, i tessuti che lo contengono restano nell’ambiente per secoli. Sono anche difficili da riciclare, finendo spesso in discarica e accumulandosi col tempo.


Il denim rigido


Non devi preoccuparti della parola “rigido” quando si tratta di denim: significa solo che non contiene fibre elastiche. Il denim rigido è tipicamente 100% cotone ed è la scelta preferita di molti amanti del denim tradizionale, in quanto è la tipologia più autentica. Ricorda che il cotone ha già di per sé una certa flessibilità, che gli permette di ammorbidirsi quando indossato e lavato, risultando in modelli personalizzati e confortevoli, plasmati dall’utilizzo, nel corso del tempo.


Il cotone è ancora il principale ingrediente del denim, ma oggi, oltre alle fibre elasticizzate, può essere combinato con altri materiali, sia naturali (come il lino e la canapa) sia sintetici (come il TENCEL™), per offrire benefici aggiuntivi. I jeans rigidi sono generalmente più resistenti delle loro controparti elastiche, perché il cotone e le altre fibre non elastiche sono più forti. In più, i capi realizzati con un solo tipo di materiale sono più facili da riciclare, e il cotone può naturalmente degradarsi senza effetti dannosi sull’ambiente.


Il lato negativo è che il denim rigido può risultare duro e ruvido all’inizio, quindi scomodo se non sei abituato. Questi jeans sono pensati per diventare più comodi quando si lasciano andare e si modellano sul tuo corpo, ma potrebbe servire un po’ di tempo per raggiungere la forma perfetta. Ricorda inoltre che il denim rigido non è adatto a stili molto aderenti.


Scegli il modello migliore a seconda del tuo uso


Abbiamo appena visto che non c’è una risposta definitiva alla domanda su quale tipo di denim sia migliore tra quello elasticizzato e quello rigido: dipende tutto dalle proprie preferenze. Ma ricordati che questo è solo un pezzo del puzzle quando compri i jeans. Altri fattori, come il peso del denim e i trattamenti di lavanderia, influenzano in modo significativo il comfort e l’estetica.


Il denim originale è solitamente pesante per resistere a lavori intensi. Oggi, però, trovi diverse opzioni di tessuti di peso leggero e medio per soddisfare numerosi gusti e persino le esigenze legate al cambiamento climatico. Il denim medio è la scelta più popolare, poiché bilancia durabilità, estetica autentica e comodità. D’altro canto, il denim leggero tende a essere più morbido e traspirante, perfetto per le giornate calde.


Per quanto riguarda i trattamenti di lavanderia, vengono eseguiti dopo la confezione dei jeans, per ottenere l’estetica e la mano desiderate. Il denim crudo non è né trattato né lavato, per un aspetto genuino. Si evolve nel corso del tempo, con l’indaco che scolorisce con l’utilizzo, ma bisogna essere onesti: può risultare abbastanza rigido e scomodo per alcuni. Il denim lavato, dall’altro lato, imita questo processo fin dall’inizio, rendendo i jeans più morbidi e facili da indossare fin dal primo giorno.



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