R&D

Trattamento laser per il denim: innovazione e sostenibilità

.
Share on Email Share on Facebook Share on Twitter

La tecnologia laser rappresenta una valida alternativa ai metodi convenzionali per i trattamenti in capo del denim, che solitamente impiegano grandi quantità di acqua e di sostanze chimiche. Grazie a un fascio di luce che vaporizza il livello superiore di indaco, è possibile creare sfumature specifiche, baffature e altri design invecchiati con maggiore precisione. Questo approccio consente di ottenere l’estetica desiderata in modo più pulito e sicuro.


I trattamenti in capo tradizionali


Lo stone washing è una tecnica classica nel settore del denim e probabilmente una delle più note. L’obiettivo principale dello stone washing, come di molti altri trattamenti in capo, è riprodurre l’aspetto vissuto e vintage che il denim crudo acquista con l’uso. Questo processo prevede l’inserimento della pietra pomice insieme ai jeans nella lavatrice per abradere il tessuto e rimuovere una parte della tintura indaco.


Nel corso degli anni, diverse persone e aziende hanno sostenuto di aver inventato questa tecnica, in particolare tra gli anni Cinquanta e quelli Settanta. Nonostante non ci sia una fonte attendibile sull’invenzione dello stone washing, Marithé e François Girbaud ebbero certamente un ruolo importante nel renderlo popolare su scala industriale. Nel 1986, la Rifle Jeans Company brevettò in Italia una variazione del metodo, unendo la pietra pomice al cloro per creare l’effetto di lavaggio acido che poteva portare i jeans fino a un colore quasi bianco.


Lo stone washing definì la moda degli anni Ottanta. Nel corso degli anni, ha però suscitato preoccupazioni ambientali e sociali significative. Il suo impiego su larga scala ha comportato un’ingente estrazione di pietra pomice ed è stato criticato dagli ambientalisti. Inoltre, l’utilizzo e la rottura della pietra pomice tradizionale possono generare rifiuti nocivi, poiché il fango risultante, se non smaltito correttamente, può inquinare l’ambiente. Esistono anche potenziali rischi per la salute dei lavoratori dovuti alla polvere che potrebbe rimanere nelle lavatrici.


Oltre allo stone washing, anche gli altri trattamenti tradizionali del denim hanno suscitato preoccupazioni per il loro impatto sulle persone e sul pianeta. Per esempio, la sabbiatura prevede l’uso di aria ad alta velocità mista a granelli di sabbia per usurare il tessuto, mentre il permanganato di potassio viene tipicamente spruzzato sul tessuto per scolorirlo in aree specifiche, creando i caratteristici baffi che ricordano il naturale sbiadimento dovuto all’uso.


Una curiosità: i surfisti scolorivano i jeans nell’acqua salata


Negli anni Sessanta, i surfisti in California e altri esponenti delle controculture preferivano i look vissuti ai jeans crudi. Svilupparono così metodi per ottenerli immergendo i loro jeans nell’acqua salata e poi lasciandoli asciugare alla luce diretta del sole per accelerare lo sbiadimento. Altre tecniche comuni comprendevano mescolare la candeggina diluita con la sabbia per rimuovere gli strati superiori di indaco. Anche alcuni prodotti domestici comuni, come il cloro e l’acido muriatico, utilizzati per le piscine, venivano impiegati a tale scopo.


L’avvento dei trattamenti in capo coincise con l’evoluzione dei jeans in abbigliamento casual per tutti i giorni. Quando le persone iniziarono ad apprezzare le estetiche autentiche, divennero troppo impazienti per attendere il processo naturale di invecchiamento dovuto all’uso prolungato. Inoltre, questi trattamenti rendevano il denim più soffice e, di conseguenza, più confortevole fin dal primo giorno.



Andrea Grossi per il nostro progetto “The Laser Experience”.


Come funziona la tecnologia laser


La tecnologia laser si distingue come una delle opzioni più versatili per il trattamento in capo. Questi macchinari utilizzano un fascio di luce calibrato per vaporizzare con precisione lo strato superficiale di indaco dal tessuto denim, con intensità e calore regolabili per ottenere l’estetica desiderata. Per esempio, può rimuovere delicatamente lo strato superficiale di indaco per imitare l’invecchiamento naturale o applicare motivi ad alta definizione sul denim. Inoltre, può produrre design usurati con strappi e fori, nonché tagliare i tessuti o altri materiali. Il laser può essere utilizzato come tecnologia a sé stante o in combinazione con i lavaggi e altri trattamenti.


Uno dei principali vantaggi della tecnologia laser per i jeans è la sua precisione. Il denim, infatti, è sempre tagliato e cucito crudo, mentre i trattamenti in capo vengono effettuati solo dopo che i jeans vengono confezionati. Il software dirige il laser, regolando la sua intensità e la sua velocità per vaporizzare lo strato superiore di indaco in gas, senza bruciare né danneggiare i filati di cotone. Questa accuratezza consente di creare dettagli complessi e intricati, assicurando che i design siano posizionati con precisione. Questa possibilità offre diverse opzioni per personalizzare il denim, gli accessori in metallo, le etichette posteriori e altri materiali. Al contempo, può offrire consistenza e ripetibilità della qualità quando necessario.



Marcello Pipitone per il nostro progetto “The Laser Experience”.


I benefici ambientali


Il trattamento laser nel denim è diventato un’alternativa pratica alla tradizionale abrasione manuale e ai trattamenti in capo a secco, che possono mettere a rischio i lavoratori, in particolare quando maneggiano sostanze chimiche nocive che potrebbero entrare in contatto con la pelle o essere inalate. Uno dei vantaggi più importanti della tecnologia laser è l’assenza di acqua e di sostanze chimiche.


In aggiunta al trattamento laser, ci sono altri nuovi metodi sostenibili per il trattamento del denim per lavorare i jeans in modo più responsabile, come la tecnologia a ozono e il lavaggio enzimatico. Il gas ozono può sbiancare efficacemente il denim, riducendo al contempo l’utilizzo dell’acqua ed eliminando le sostanze chimiche nocive, contribuendo anche a contrastare l’inquinamento delle acque reflue.


Il lavaggio enzimatico, introdotto nel 1989 a causa delle crescenti preoccupazioni ambientali legate allo stone washing, rappresenta un’altra opzione ecologica. Gli enzimi sono proteine prodotte da cellule viventi che accelerano le reazioni chimiche. Nel settore del denim, le cellulasi sono gli enzimi più utilizzati per degradare la cellulosa, componente principale del cotone, e per rimuovere selettivamente l’indaco dal filato. Questo metodo non solo è più responsabile nei confronti dell’ambiente, ma è anche più facile da controllare rispetto allo stone washing. Tipicamente, aiuta a preservare la durabilità del tessuto, a differenza dello stone washing, che può indebolire il denim a causa dell’abrasione se non viene gestito correttamente.



Domenico Formichetti per il nostro progetto “The Laser Experience”.


Le innovazioni future


Il Parlamento europeo evidenzia che la produzione tessile globale contribuisce per circa il 20% all’inquinamento delle acque potabili. Anche il processo di trattamento del denim richiede grandi quantità di acqua e di sostanze chimiche. Per questo motivo, è importante concentrarsi sulle innovazioni in grado di ottimizzare e ridurre al minimo i consumi in questo segmento. È essenziale riconoscere che l’innovazione va oltre la creazione di nuovi strumenti e riguarda anche la rifinitura e il miglioramento delle tecnologie esistenti per accrescere l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale.


Negli ultimi anni, il settore ha già iniziato a muoversi in questa direzione, rispondendo alla crescente domanda dei consumatori di pratiche responsabili, alle normative più severe e ai costi di produzione più elevati. L’imminente rischio di scarsità d’acqua ha dato avvio a ulteriori investimenti. Per fare davvero la differenza, però, è necessaria un’adozione più diffusa delle pratiche sostenibili. Tutti gli stakeholder devono quindi essere consapevoli delle nuove priorità, il che rappresenta una sfida significativa in un settore fortemente radicato nella tradizione e nel patrimonio culturale.


Inoltre, la spinta verso la digitalizzazione e l’automazione sta aprendo la strada a nuovi investimenti tecnologici. Gli esperti credono che questi sviluppi digitali aiuteranno a ridurre i tempi di esecuzione, a minimizzare i rifiuti e a migliorare l’efficienza e la coerenza complessive della produzione. Inoltre, le tecnologie AI hanno il potenziale per migliorare la precisione e l’accuratezza di strumenti come il laser, portando vantaggi al settore nei prossimi anni.



La tecnologia laser che utilizziamo nella nostra micro-factory Candiani Custom. Foto di Tonello.

Potrebbe interessarti anche